Bon Iver – 22, A Milion

jv1Ho in mente una strada, piena di neve. Una cosa tipo l’inizio di Fargo, con quelle macchine familiari dai fianchi in legno. Poche persone a colorare un paesaggio piatto, monocromatico, inespugnabile. Una di quelle cose che dicono “AMERICA” appena le vedi. Più del ragazzo sul ponte della nave de La Leggenda del Pianista sull’Oceano.

È l’immagine che ho in testa tutte le volte che ascolto Calgary, una delle mie canzoni preferite. Un nome che mi ricorda le olimpiadi invernali che guardavo per ore alla televisione con mia mamma. Ogni tanto rimpiango l’intensità di quei momenti.

In verità, non c’è nessun rimpianto, ma solo un po’ di nostalgia: Nostalgia was better in the old days (cit.)

Messe insieme, sono forse queste le doti di Justin Vernon: intensità, nostalgia, profondità. Continua a leggere

Ralegh Long – We Are In The Fields

raleghlong_weareinthefieldsFrancesco Amoroso per TRISTE©

Non ho mai particolarmente amato la campagna. Sono un cittadino, nato in una grande città caotica e in un’altra (altrettanto caotica) vivo ormai da lungo tempo. Ho paura degli insetti, quasi tutti, e non mi sono mai sentito a mio agio sdraiato nell’erba con un fiore in bocca.

Eppure, probabilmente con l’avanzare dell’età, la tranquillità bucolica, il silenzio interrotto solo dal frinire delle cicale, l’odore dell’aria pura (con i suoi inevitabili, ma almeno naturali, miasmi), mi attirano più di prima.

E, soprattutto, mi accorgo che in un’ambiente campestre riesco a godere di più della musica che amo, sempre più rarefatta e sussurrata. Continua a leggere

Lisa/Liza – Desert of Youth

lisaliza_desertofyouthGiulia Belluso per TRISTE©

“Giulia soffia sulle candeline ed esprimi un desiderio”

Il giorno del mio compleanno è per me un giorno di contemplazione, uno di quei giorni in cui medito quasi inevitabilmente su gran parte del mio passato: le decisioni prese, le complicate (quanto inutili) incazzature con me stessa, gli amori impossibili e gli amici di una vita.

Nelle mie riflessioni immagino uno scenario essenziale e solitario, in cui molti dei sentimenti che ho provato prendono forma e volto di persone a me familiari. Il mio passato è fatto di emozioni contrastanti, molto sofferto, non poco tortuoso, ed io che non amo troppo parlarne, continuo a contemplarlo nell’intimità della mia stanza, grazie ad un sottofondo di melodie come quelle di Lisa/Liza. Continua a leggere

Keaton Henson – Kindly Now

keatonhenson_kindlynowPeppe Trotta per TRISTE©

È stata un’estate all’insegna dell’attesa. Figli che stanno per cominciare il liceo, lavori da confermare, occasioni possibili da concretizzare. E poi aspetto ancora di andare in vacanza, anche se comincio gradualmente a perdere le speranze.

A tutto ciò si è aggiunta l’impazienza di poter ascoltare finalmente il nuovo disco di Keaton Henson dopo la promettente anticipazione delle due perle Alright e The Pugilist.

E almeno a questo abbiamo posto rimedio Continua a leggere

Arab Strap – Philophobia

arabstrap1Francesco Amoroso per TRISTE©

La Philofobia (dal greco “φιλος”, amore, e “φοβία”, fobia) è definita come la paura persistente, ingiustificata e anormale di innamorarsi o di amare una persona.

Nel maggio del 1998 il duo scozzese Arab Strap, Aidan Moffat ai testi e alla voce e Malcolm Middleton alle musiche, diede alle stampe il proprio secondo album, appunto intitolato Philophobia.

All’epoca mi sembrò fosse una coincidenza davvero bizzarra, vista la piega che la mia vita sentimentale stava prendendo. Tuttavia, analizzando le cose a freddo, mi rendo conto che la maggior parte degli ascoltatori avrà pensato lo stesso, visto che l’album è uno straordinario trattato crudo, e allo stesso tempo poetico, sull’amore in tutte le sue sfaccettature e latitudini.

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