Bon Iver – 22, A Milion

jv1Ho in mente una strada, piena di neve. Una cosa tipo l’inizio di Fargo, con quelle macchine familiari dai fianchi in legno. Poche persone a colorare un paesaggio piatto, monocromatico, inespugnabile. Una di quelle cose che dicono “AMERICA” appena le vedi. Più del ragazzo sul ponte della nave de La Leggenda del Pianista sull’Oceano.

È l’immagine che ho in testa tutte le volte che ascolto Calgary, una delle mie canzoni preferite. Un nome che mi ricorda le olimpiadi invernali che guardavo per ore alla televisione con mia mamma. Ogni tanto rimpiango l’intensità di quei momenti.

In verità, non c’è nessun rimpianto, ma solo un po’ di nostalgia: Nostalgia was better in the old days (cit.)

Messe insieme, sono forse queste le doti di Justin Vernon: intensità, nostalgia, profondità. Continua a leggere

James Blake – The Colour In Anything

Ogni volta che penso a James Blake ho in mente un colore rosso arancione, con sfumature viola. È il colore del cielo sopra allo stage The Park di Glastonbury 2014.

Quello della volta in cui il sole tramontava fra le note di Retrograde, Overgrown e The Wilhelm Scream. La mia ragazza mi aveva lasciato solo per ascoltare Ellie Goulding. Io a correre fra lui e i Disclosure per non perdere i London Grammar e partire poi direttamente verso Londra. Evitare gli ingorghi e tornare a casa.

Ho pensato spesso a quella strada che guidava verso il futuro, alle due del mattino.

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Still Parade – Actors/Health (Single)

Arriva piano piano il freddo. Molto piano. Ma arriva. La voglia di accendere un camino e di bere un buon whisky è sempre più alta. Nell’attesa di poterlo fare, ho trovato una nuova band che mi sembra possa garantire l’adeguata colonna sonora per questo quadretto invernale.

Gli Still Parade e il loro singolo. Mettetevi comodi.

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Volcano Choir – Repave – 2013

A volte, per uscire da momenti di incertezza bisogna tirare giù quello che si è costruito, coprire tutto e ripartire.

A volte, per uscire da momenti di incertezza si può dare nuova linfa alle strade che ci hanno guidato per tanto tempo. E ripavimentarle. Magari usando il verbo in inglese, che suona molto più figo. Eccovi Repave, il secondo disco dei Volcano Choir.

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Iron and Wine – Ghost on Ghost – 2013

La mia memoria mi ha da sempre reso autistico agli occhi di chi mi conosce. Cioè, riesco a ricordare nomi e codici in una maniera che ricorda le doti mnemoniche di Raymond Babbitt. Ad esempio, una volta, in una famosa catena di mobili svedese (si, quella) dopo un paio di sfogliate ai cataloghi della cucina, riuscivo a ricordare nomi e codici degli articoli che avevamo deciso di acquistare, riuscendo a sbalordire la commessa che a dispetto dei suoi 5 anni passati a lavorare nello store, non ne ricordava nemmeno uno.

Detto questo, ai tempi del loro esordio, non riuscivo a distinguere Bon Iver da Iron and Wine. Shame on me. (Anche se a pensarci bene, non fa altro che confermare le mie derive autistiche).

iron and wine

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