Eva Foote – Sparrow & Stone

Marica Notte per TRISTE©

Dietro le quinte di una piccola e modesta recensione musicale i giudizi (attori della mia mente) cercano di memorizzare quello che avranno da dire, cercano di perdersi il meno possibile in bizzarre distrazioni.

Il più delle volte mi chiedo: ora cosa dirò? È difficile fare del linguaggio uno strumento reale di comunicazione. Usare lettere, sostantivi, aggettivi.

E alcune volte credo di sapere anche il motivo di tale preoccupazione (non solo “artistica”).

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Fog Lake – victoria park

Peppe Trotta per TRISTE©

Ogni giorno che trascorre è una somma di eventi, alcuni talmente piacevoli da farti sentire in sintonia con tutto ciò che ti circonda, altri purtroppo molto meno edificanti e dal sapore dissonante. Chissà perché di questi ultimi ci si ricorda sempre di più.

Nessuna speculazione filosofica, semplicemente sono alle prese con piccoli e brevi attimi negativi e la sensazione stridente che ne deriva ben si lega all’atmosfera di victoria park.

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Palisades – ii

Marica Notte per TRISTE©

L’autunno è stanco, l’inverno è debole, la primavera è calma e l’estate è frenetica. Almeno credo.

L’estate non è la mia stagione preferita, nonostante sia nata in uno dei giorni più caldi (a detta di mia madre) del secondo mese estivo. Il motivo principale per la mia quasi-avversione all’estate è per le lunghissime ore di luce, il giorno estivo ha una durata che non riesco fisicamente a sostenere con tranquillità.

Mentre con l’avvicinarsi della sera tutto cambia perché riesco a trovare affascinanti, avvolgenti e profumate le sere estive: in esse c’è qualcosa che nelle altre notti non si riesce a trovare, a sentire, a percepire. Forse saranno le grida dei bambini (che se trovano una lucciola iniziano a correrle dietro), le voci di gioco e rabbia dei ragazzi dietro un pallone, gli sguardi esplorativi delle ragazze e i racconti di storie passate vissute in tempi lontani, molto lontani da noi.

Ma l’estate è ancora lontana. Tra qualche giorno l’inverno si trasformerà in primavera, gli alberi torneranno a fiorire e l’erba si colorerà di un verde intenso.

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Alex Calder – Strange Dreams

Sembra che lo facciamo apposta. Ma non è così. Non cerchiamo continuamente musica canadese per fare review. Semplicemente questo paese negli ultimi tempi (un crescendo continuo considerando gli ultimi 10 anni) continua a sfornare una grande quantità di musica di altissima qualità. Il fatto che io sia diventato una specie di impiegato della pro-loco del Quebec è solo un fatto secondario.

Eccoci allora ad una nuova puntata delle nostre incursioni nella terra dello sciroppo d’acero: da Edmonton (Alberta), Alex Calder e il suo debut Strange Dreams.

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Viet Cong – Viet Cong

Tra i miei buoni propositi per questo 2015 (non che ci creda molto o che ne abbia mai fatti in vita mia per il cambio di anno. A pensarci bene nemmeno questo è nato come buon proposito per l’anno nuovo) c’è il riuscire a svegliarsi presto la mattina. Direte voi: non è che sia impresa particolarmente ardua. Fidatevi, per me lo è.

In teoria uno step ulteriore di questo proposito sarebbe, dopo essersi svegliati, fare una mezzoretta di attività fisica prima di andare al lavoro. Forse sto davvero chiedendo troppo e l’unica cosa che riuscirò a fare sarà aggirarmi catatonico per l’ufficio e chiudere questa Pointless Experience rinunciando miseramente.

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