McCarthy – I Am A Wallet

Francesco Amoroso per TRISTE©

In questa “rubrica” ho sempre parlato del passato, raccontando fatti e situazioni che alle orecchie di tanti potrebbero risultare quasi inverosimili.

Ho raccontato di quando i vinili erano considerati scomodi e fastidiosi e la vera rivoluzione era il cd, di quando per ascoltare un album lo dovevi effettivamente acquistare (dopo averlo lungamente cercato e infine trovato), di quando per scoprire nuova musica ci si doveva affidare alla radio o alle riviste cartacee.

Il mondo della musica, in effetti, fino alla fine del secolo scorso, era davvero completamente diverso da quello che tutti vediamo e viviamo oggi.

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Nick Ellis – Adult Fiction

Francesco Amoroso per TRISTE©

Mia nonna era nata nel 1920. Esattamente il 22 marzo, ma dalla sua carta d’identità risultava una data diversa. Il motivo di tale discrepanza è sempre stato oggetto di speculazione in famiglia, ma probabilmente era solo uno degli effetti del periodo storico durante il quale era nata e cresciuta.

La storia della sua infanzia e gioventù, come quella della maggior parte delle sue coetanee, suppongo, avrebbe potuto, senza dubbio, essere raccontata in un romanzo. Eppure, se non nell’ultima parte della sua vita, non me ne ha mai molto parlato, forse resa reticente da un certo pudore tipico della sua generazione, né io ho particolarmente insistito perché mi raccontasse qualcosa di più. E di ciò mi pento profondamente. Continua a leggere

David Sylvian – Secrets Of The Beehive

Francesco Amoroso per TRISTE©

Sosteneva Aldous Huxley che la memoria di ogni uomo sia la sua letteratura privata.

Eppure una “rubrica” che si chiama “Memory Lane” costringe il proprio redattore a rendere pubblica tale letteratura (che forse farebbe meglio a restare privata).

Ciò non toglie che pagine e pagine di questo racconto possano risultare ai più del tutto irrilevanti, se non addirittura noiose o irritanti, mentre chi scrive vi ravvisa significati profondi, verità incontrovertibili, vere e proprie epifanie.

E se la musica è senza dubbio molto più che la colonna sonora di questi racconti minimi, a volte la forza dei ricordi tracima e l’esperienza personale sopravanza e sommerge quella universale.

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The Pale Fountains – Pacific Street

Francesco Amoroso per TRISTE©
(In collaborazione con L’Attimo Fuggente)

Una delle cose più belle di avere 15 anni (se ben ricordo…) è la voglia continua di scoprire.

Scoprire nuove attività, interessi, romanzi recenti e passati, film, il sesso e, naturalmente, nuova ed eccitante musica.

Nell’estate del 1985 l’unico modo di allargare i mei orizzonti era quello di confrontarmi con gli amici che condividevano le mie stesse passioni (o che, appunto, avrebbero potuto contribuire ad allargare i miei orizzonti).

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Pavement – Slanted And Enchanted

Francesco Amoroso per TRISTE©

A vent’anni (o poco più), per quanto tu possa avere un animo sensibile e amare la poesia, i tramonti, i fiori e l’amore, ci sono alcuni momenti nei quali è necessaria una sferzata di adrenalina, una botta di eccitazione pura, un intervallo, almeno uno, durante il quale dare libero sfogo alla corporeità e urlare a squarciagola.

Nel 1991 una band nata da una costola dei grandi Dinosaur Jr., i Sebadoh di Lou Barlow, cantava “Just Gimme Indie Rock“.

Ecco: allora, a vent’anni, ogni tanto c’era davvero voglia di dire “datemi solo un po’ di indie rock” (anche perché allora la parola indie non era ancora un termine dispregiativo o omnicomprensivo).

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