Josin – In The Blank Space

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Ricordo che quando ero più giovane (quantomeno anagraficamente, visto che qualcuno direbbe che giovane non lo sono mai stato) avevo del tempo “libero”.

Tanto libero da necessitare uno sforzo attivo per essere riempito. O libero davvero da tutto. Libero per poter essere riempito col pensiero.

Oggi invece nemmeno una attesa del tram (lunghissima) sembra essere davvero priva di contenuti, riempita forzatamente da quello che verrà dopo o dalle notifiche del cellulare.

Quel tempo ormai andato è nel mio ricordo spesso associato alla musica. E in molti casi a quella dei Radiohead, che hanno accompagnato gran parte della mia crescita. Oggi i Radiohead sono il passato, così come la sensazione di relax data dai tempi (e dagli spazi) vuoti.

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Michael Lane @La Cartiera – Catania, 30/10/2016

michalelane_lacartiera1

Foto della nostra Giulia Belluso

Sara Timpanaro per TRISTE©

Ciò che mi piace di più di una fotografia è la capacità di raccontare una storia cominciando da quel breve frammento. Amo molto sfogliare gli album di famiglia, vedermi da bambina, guardare i colori delle foto che invecchiano nel tempo e cercare di ricordare chi ero, cosa pensavo, ma sopratutto ricordarmi cosa sognavo ad occhi aperti.

La ricerca del proprio sé è una delle grandi domande dell’uomo e, per quanta letteratura è stata scritta e si scriverà, per me rimarrà un viaggio strettamente personale, fatto di scelte che a volte mettono in difficoltà.

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Lucas Laufen – Goodbye

LucasLaufen_GoodbyeMarica Notte per TRISTE©

Come molte volte, questa è una di quelle in cui non riesco ad orientarmi nella mia mente che sempre più sta diventando una soffitta piena di cose in disuso.

E quando si confonde la capacità di discernere con rapidità il logico dall’illogico, il giusto dall’ingiusto, mi concentro per qualche minuto su oggetti particolari come fosse un esercizio di meditazione.

E alla fine credo funzioni perché all’improvviso riemergo come fossi risalita dal profondo delle acque.

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Phia @’na cosetta – Roma, 6/5/2015

Tu puoi anche reggere un tempo. Lottare. Ma se dall’altra parte c’è un marziano, ad un certo punto ti devi arrendere.

E visto che ci avrei giurato che il Bayern non avrebbe retto l’impatto, nonostante un primo tempo che prometteva una partita più in bilico, ho lasciato casa per raggiungere quel bel posto che si fa chiamare ‘na cosetta e trovare qualcosa che poteva sorprendermi più della partita.

In verità la decisione era già presa, perchè non mi sarei mai perso l’opportunità di vedere (tra l’altro così vicino a casa) una artista così interessante.

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