Valerie June – Pushin’ Against a Stone – 2013

Ci sono album che crescono nel tempo. L’anno scorso era successo così con gli Alt-J per me, un album che uscì a primavera 2012 ma di cui mi “accorsi” solo qualche mese più tardi. Probabilmente è la dimostrazione di quanto umorale sia recensire (recepire?) il contenuto di un album.

Valerie June, per dirla come Matteo Bordone (mi scuso, ma non riesco a trovare il link – in linea di massima era un commento sul fatto che la musica indie è senz’anima e triste principalmente perchè mancante della matrice blues-reggae-soul), non è indie. Ma è molto TRISTE©.

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James Blake – Overgrown – 2013

Ascoltare l’album di James Blake regala lo stesso effetto di indossare delle Hogan autentiche: leggerezza, qualità, ma soprattutto essere 5cm sopra l’asfalto. Il tutto senza dover finire su scarpedemerda!!

Scherzi a parte, James Blake rappresenta il capostipite dell’avanguardia soul/dubstep che sta riscuotendo molto successo negli ultimi anni. Ne sono esempio non solo gli artisti che chiaramente si ispirano al Londinese (alcuni recensiti anche da noi: Halls e Vondelpark su tutti), ma soprattutto il fatto che si riesca a riconoscere il suono à la Blake in moltissime produzioni recenti.

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Gregory Porter @ Auditorium Parco della Musica (Roma) – 20/03/2013

Era verso la fine di agosto dell’anno scorso. Ultimi giorni di mare nella mia città natale. Lontano da Roma, dalla città, dall’afa. Io negli ultimi giorni di ferie, però, non sto tanto bene. Comincia a salirmi l’ansia delle cose lasciate indietro (diciamo che è un pò di senso di colpa). Ero in macchina, tardo pomeriggio e stavo andando verso casa di un amico. Radio accesa. Un pò nervoso. Un pò con la testa a troppi pensieri. Ma poi ho sentito quella voce. La stessa voce che finalmente ho sentito dal vivo questa sera. Ho fermato la macchina. E mi sono calmato.

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Alabama Shakes @the Coronet Theatre – London – 16-11-2012

Il Coronet Theatre è una meraviglia dalla storia centenaria, un teatro dalle rifiniture art decò che ha dato inizio alla carriera di un genio del nostro secolo: Charlie Chaplin. Si narra che (Wikipedia, altrimenti non lo avrei mai saputo. Donate!), durante la Seconda Guerra mondiale, il teatro abbia dato rifugio a molte persone, per via delle sue solide fondamenta. Ci piace pensare che oggi come allora, premessa l’evidente differenza di contesto, questo posto dia rifugio a chi cerca riparo dai bombardamenti mediatici di certa musica moderna.

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