Anna Tivel – Heroes Waking Up

Giulia Belluso per TRISTE©

Ogni mattina la sveglia suona (forse anche troppo) puntuale.

Apro gli occhi, fisso il muro per qualche minuto, mi dirigo verso la cucina (in testa canticchio una canzone), degusto un ottimo espresso.

Mi lavo. Già so che impiegherò un’eternità per truccarmi, lascio che mia madre mi “attacchi” con la sua parlantina mentre continuo a prepararmi, inciampo sempre nello stesso punto, così, ogni mattina ricordo di dover comprare delle pantofole della mia taglia.

Nel mio quotidiano c’è sempre una melodia che mi suona nella testa, o forse sono io a essere un po’ suonata, ma di sicuro le dolci note di Anna Tivel sarebbero una perfetta colonna sonora di sottofondo.

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Barbarisms – Browser (+ intervista con Nicholas Faraone)

Piangere è la prima cosa che facciamo quando veniamo al mondo. Ma se quelle prime lacrime sono dovute alla meccanica dell’espansione degli alveoli polmonari in seguito alla prima immisione di aria (sezione TRISTE© for science), nel crescere il pianto è comunemente associato alla sfera dei sentimenti.

In genere lo leghiamo alla tristezza, al dolore. Ma il pianto è in verità sintomo di qualcosa che ci ha toccato molto. Anche la gioia, se grande, può portare al pianto.

Certo è che le lacrime su un viso felice sono un’immagine particolare. Qualcosa di agrodolce, che comunque porta con se un po’ di malinconia. E a noi la malinconia piace un sacco.

Tears of joy.

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Elvis Depressedly – New Alhambra

Una delle domande che più spesso ci viene fatta è: perchè avete chiamato il blog “TRISTE”? Un motivo preciso non lo sappiamo mai dare. Il fatto è che ci piaceva.

In verità un doppio motivo c’è: diciamo che io non sono propriamente la persona più solare del mondo (spesso nemmeno negli ascolti). Ma sono molto autoironico. E usare  TRISTE come nome è un bel modo per unire questi due aspetti.

L’altro motivo è invece inverso: il mio collega e co-founder ex-londinese e neo-marsigliese (prometto che cercherò di non aggiungere altri “-” per il resto della review) è invece una delle persone più entusiaste e solari che conosca. Se penso a lui, lo penso con il sorriso stampato in faccia. Ecco, per lui la ragione può essere quindi una ironica contrapposizione.

Tipo quando chiamavate il vostro amico un po’ sovrappeso “lo smilzo”. Ehm…

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Great Horned Owl – Beautiful California

Peppe Trotta per TRISTE©

Quasi ogni mio giorno contiene una costante: ad un certo punto uscendo di casa i miei occhi incontrano l’Etna. È uno spettacolo maestoso a cui ci si abitua pian piano, aspetto negativo di ogni abitudine. La scena si compone di pochi elementi: c’è l’aspetto del vulcano, cangiante nel trascorrere delle stagioni, ci sono le nuvole che disegnano conformazioni cangianti, c’è la luce, sempre diversa, sempre protagonista.

Accade, e assolutamente non raramente, che la particolare disposizione di questi elementi generi paesaggi che continuano a creare in me estremo stupore e meraviglia. La semplicità sa essere magica.

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Benjamin Greer – Callous

Marica Notte per TRISTE©

Non so a voi, ma a me piace tanto guardare fuori dalla finestra quando ancora non è troppo tardi e vedere che è già buio. E pensare che la sera in realtà durerà poco perché tutto sembra vivere già nella notte più profonda. Una volta che la luce va via pensiamo che il giorno sia finito. Ma in realtà è appena iniziata la parte migliore di esso.

A volte è davvero difficile trovare le giuste parole per descrivere quello che si sente, soprattutto se si ha l’intenzione di non tradire le proprie sensazioni.

Ma si sa che le parole a volte non bastano, anche se molto utili. Per questo provo a dirvi due cosette su Benjamin Greer, giovanissimo ragazzo americano (Boston, MA), che con la sua voce e le sue incantevoli melodie mette a dura prova la mia capacità lessicale.

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