Roo Panes – Paperweights

Peppe Trotta per TRISTE©

È piuttosto complicato mantenere un equilibrio emotivo in questo periodo dell’anno. I cambi climatici repentini e la conseguente instabilità meterologica incidono sull’umore in modo decisamente negativo.

Lo sai in anticipo, ma non riesci a farci nulla. A salvarti ci pensa la consapevolezza che a breve esploderà la primavera e come sempre la musica.

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Un Pomeriggio TRISTE© – Canzoni per uscire dall’inverno e per la tosse

Quest’anno sono riuscito a fare una cosa che da tempo avevo dimenticato: ammalarmi due volte in un mese.

Quanto questo mi faccia da un lato innervosire (visto che mi sono bruciato le vacanze pasquali) e dall’altro preoccupare (per potenziali malattie ben più sofisticate di questo semplice raffreddore), ve lo lascio solo immaginare.

Finalmente però è arrivata la primavera, e forse è ora di rimettersi in sesto.

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Joan Shelley @Unplugged in Monti @Black Market – Roma, 21/03/2016

L’inizio della settimana è sempre faticoso. Bisogna riprendere il filo di quello che avevamo interrotto e recuperare dalla stanchezza del week-end, che difficilmente risulta essere davvero riposante.

Specialmente se fai una full immersion in Umbria, tra bellissimi borghi, strane “città ideali” ed ottimo cibo. A proposito, se capitate a Castiglione del Lago, sul Trasimeno, mangiatevi la carpa porchettata. E’ buonissima.

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Izzy Nero – Song Of Myself

La ricerca (quella scientifica) spesso ti porta lontano. Soprattutto lontano da questo paese dove, purtroppo, non è facile portarla avanti.

Così il co-founder di TRISTE© (quello allegro) si era trasferito nelle midland inglesi per proseguire i propri studi (ora se la spassa in quel di Marsiglia, ma questa è un’altra storia).

Un altro mio amico (e collega) si era indirizzato verso le pioggie inglesi per continuare il suo lavoro, ed ora si trova invece sotto il sole (e nel deserto) texano, cercando di non far schiacciare la sua cinquecento dai suv di Dallas.

Se invece dovete ricercare voi stessi, non serve andare troppo lontano. Potete rimanere anche a casa. Ma dovete essere bravi.

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Breathless – Between Happiness And Heartache

Francesco Amoroso per TRISTE©

Conobbi gli inglesi Breathless come spesso accadeva a metà degli anni ottanta: una parola colta da un amico esperto, la lettura di una recensione su Rockerilla, una canzone orecchiata su Radio Rock (quando ancora Radio Rock era davvero una radio rock).

Ma ciò che mi incuriosii davvero e che mi portò ad ascoltarli (all’epoca per ascoltare un album bisognava acquistarlo, l’avevo già detto?) fu il titolo del loro album d’esordio: The Glass Bead Game, il gioco delle perle di vetro.

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