Sequoyah Tiger – Fantasia Fantasma

Verona è una bella città. La ricordo con particolare affetto per lo splendido live dei Radiohead nel lontano 2001(erano i tempi di Kid A e Amnesiac). La ricordo per i viaggi in compagnia di mio padre che, ancora, frequenta per lavoro quelle zone (recuperando spesso ottimi vini).

La ricordo per varie cose insomma. Ora è un bel po’ che non vado ma qualche scusa si può sempre trovare. E la musica spesso è la scusa migliore.

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Josè Gonzalez @Villa Ada – Roma, 27/06/2015

Ogni anno, quando arriva l’estate, non vedo l’ora di scappare da Roma. Perchè a Roma non c’è il mare (il primo che nomina Ostia e dintorni si becca un insulto), perchè a Roma fa caldo. E la mia piccola cittadina sulla costa a cavallo tra Toscana e Liguria e ai piedi delle Apuane, almeno nella bella stagione, un po’ la rimpiango.

Però d’estate a Roma non c’è solo il caldo e l’aria condizionata sparata sotto zero dagli autisti ATAC. A Roma ci sono un sacco di bei posti che magari hanno del bel verde e uno specchio d’acqua da guardare. Ma soprattutto, nella Capitale, anche a Luglio ci sono dei gran bei concerti.

Sulle sponde del laghetto di Villa Ada, nella bellissima cornice di Roma Incontra il Mondo, arriva Josè Gonzalez. E per una sera sono contento anche se non sono al mare.

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Leon Bridges – Coming Home

Marica Notte per TRISTE©

La filosofia, forse più dell’indie, è morta (e per questo, almeno dal mio punto di vista, non bisogna essere felici. Nessun motto del tipo “la filosofia è morta evviva la filosofia”. Per parafrasarne qualcuno). Forse non per tutti, perché c’è ancora qualcuno che, in apparenza, sembra apprezzarla. Questo lo si può notare in qualche straduzza romana dove libri di Nietzsche e Pasolini sono nelle mani di giovani hipster (anche se sarebbe interessante far notar loro la mancata comprensione dei pensieri pasoliniani, perché i barboni, cioè soggetti con barba lunga e folta, sono degni sostituti dei capelloni). Ma tralasciamo.

Alcuni dicono che «l’uomo è misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto sono, e di quelle che non sono in quanto non sono» (Protagora, fr.1, in Platone, Teeteto, 152a). Volendo tradurre in maniera molto semplice questo principio (scontato in apparenza), l’essere umano è il metro di paragone delle cose. È lo strumento attraverso il quale e per il quale l’esistente è e può essere misurato, così come ciò che non è. Misura di tutte le cose e di esseri.

Quindi volendo ancora giocare un attimo su questa relazione possiamo dire che: Sam Cooke, Otis Redding e Marvin Gaye sono anche Leon Bridges. E che Leon Bridges è e non è allo stesso tempo Sam Cooke, Otis Redding e Marvin Gaye.

Perché Leon Bridges è unicamente Leon Bridges, e in ciò risiede la sua grandezza.

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Richard Orofino – Aquamaroon

Molte ricerche, negli ultimi anni, si sono concentrate sull’impatto delle nuove tecnologie sulla cognizione umana. Un fenomeno particolarmente studiato è quello del multi-tasking, sempre più forzato dai mille device che ci portiamo dietro e dalla quantità di input sensoriali con cui veniamo bombardati.

Ecco, un interessante effetto generato dalla tendenza al multi-tasking (mangio-mentre-guardo-la-TV-mentre-controllo-Facebook-mentre-ascolto-un-disco-mentre-finisco-di-analizzare-i-dati-per-il-lavoro) è la sensibile riduzione delle capacità attentive. Ogni stimolo, anche il più insignificante, è capace di attirare la nostra attenzione e distrarci (per una reference, vedete qui)

Ecco, in un mondo abitato sempre più da gente con tali problemi (purtroppo, ho paura, me compreso) fare un disco di 27 pezzi forse non è la mossa più azzeccata. A meno che…

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Lloyd Cole and The Commotions – Rattlesnakes

Francesco Amoroso per TRISTE©

Videomusic, la prima televisione in Europa che trasmetteva solo videoclip 24 ore su 24, esisteva da poco più di un anno. E grazie a lei anche noi ragazzini che spendevamo le nostre esistenze alla estrema periferia dell’Impero stavamo riuscendo ad allargare, con pazienza e impegno, i nostri orizzonti musicali.

Band che fino a pochi mesi prima non avremmo mai sentito nominare divenivano, improvvisamente, grazie ai ripetuti passaggi televisivi del videoclip e a qualche cassetta registrata in maniera più che artigianale, parte integrante e irrinunciabile delle nostre vite in boccio.

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