Sea Lion – Desolate Star

Sara Timpanaro per TRISTE©

La fine dell’estate è il momento più malinconico dell’anno. Ancora cerco di togliere l’odore del mare e la sabbia da dosso, ma non c’è rimedio. L’ho portata dalla Sicilia fino a Milano. Ogni anno è sempre così.

Quando nella tua stanza di un appartamento qualsiasi, di una città qualsiasi, ad un orario improbabile, ti prende quel “non so che” di malinconia e nostalgia (che a volte tanto piace), quello che bisogna fare è viversi il momento. Magari mettendo su la giusta colonna sonora, chiudendo gli occhi per vivere a pieno quella sensazione: ed improvvisamente sei in quel luogo felice.

Senti il tepore del sole sulla pelle, i bagni caldi notturni e le feste sulla spiaggia. Hai ancora ben fissato nella memoria il sole che al volgere del giorno trova il suo letto tra le le acque infiammate dal tramonto.

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New Pope – Youth EP

Marica Notte per TRISTE©

Se solo sapessi dipingere, ora dipingerei un quadro. O meglio cercherei di rappresentare ciò che vedo in questo istante per sottrarlo al tempo, cercando di mantenere il più possibile la conformità con il paesaggio che mi circonda. Cercherei di mantenere la conformità tra l’esterno e l’interno senza modificare troppo la realtà, perché potrebbe essere uno sbaglio.

A volte (e oggi è una di quelle) la luce è perfetta. Entra con raggi sottili su pareti, legno, cose e volti. Tra le pieghe né troppo strette né troppo larghe della tenda, la luce non ha colori, la luce non è nelle cose, la luce è nomi di cose da noi percepite. Il Sole è fermo (e questo è assodato) e le nuvole spostandosi un po’ di qua e un po’ di là creano passaggi d’ombra sui sottili fili d’erba che restano lì con naturalezza.

Se solo sapessi dipingere io oggi dipingerei un quadro.

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Beach House – Depression Cherry

Peppe Trotta per TRISTE©

La “controra” è certamente uno dei momenti più delicati delle nostre giornate estive e decidere come affrontarla è fondamentale per arrivare di buonumore a fine giornata. Caldo e silenzio in genere sono assoluti protagonisti, rendendo l’atmosfera vagamente irreale, permeata di languore e stasi.

Una soluzione ideale è cercarsi un posto al fresco, abbandonarsi all’ozio e farsi accompagnare da suoni congeniali.

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Sweet Baboo – The Boombox Ballads

Mi ricordo quando alle elementari mi trovavo per la prima volta a fare i conti con la geometria. Le linee rette che puntavano all’infinito, le semi-rette al loro fianco e, poi, my favourites: i segmenti.

Credo sia la nozione di infinito a mandarmi nel panico, l’idea di avere tutto a disposizione, senza regole. Pensare se davvero, prima o poi, le rette arrivino a diventare semi-rette. I segmenti invece, sono splendidi, regolari, affidabili, talmente versatili che arrivano a snellirsi fino al diventare punti. Fanno diventare i propri limiti qualità, conoscono a fondo le proprietà che li contraddistinguono e, ultimo ma non meno importante, fanno di necessità virtù.

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Advance Base – Nephew in the Wild

Qualche tempo fa un mio carissimo amico (nonchè assiduo lettore di TRISTE©) mi chiese una “consulenza musicale”. Lui è un autore televisivo e stava cercando un pezzo malinconico da utilizzare per un qualche momento un po’ strappalacrime di non ricordo più quale talent stesse seguendo in quel momento (scusa Luca).

Beh, di musica (soprattutto malinconica…) poteva venirmene in mente a palate, ma in quel momento, non so perchè, gli nominai un pezzo a cui tengo particolarmente: Summer Music, tratto del primo disco a nome Advance Base di Owen Ashworth.

Beh, se la televisione italiana ha avuto per un brevissimo momento una colonna sonora più interessante ringraziate Luca (e un po’ anche me).

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