Daughter – If You Leave – 2013

Alla fine è arrivato.

Questo album era uno dei più attesi di questo inizio 2013. Per quanto mi riguarda, forse, il più atteso. A causa di impellenti impegni di lavoro (il mio vero lavoro, che adoro almeno quanto la musica) ho ritardato a recensirlo. Ma il ritardo è dovuto anche alla volontà di soppesare bene il giudizio su questo disco. Ora finalmente ci siamo: Daughter – If You Leave.

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Parquet Courts – Light Up Gold – 2013

Dopo le ultime recensioni, mi ero chiesto quando avrei ricominciato ad ascoltare qualcosa di più spensierato e/o movimentato. La risposta è arrivata oggi – non credo alle coincidenze – giornata di sole di questa primavera appena iniziata. Non ho idea di come sia in questo momento il tempo in Italia, ma lo scoprirò fra meno di una settimana. Nel frattempo, mi godo questo sbocciare della primavera inglese (tipicamente un rialzo sostanziale nell’ordine dei 3-4 gradi che, se accompagnato da momenti di sole, porta l’inglese medio a rivalutare l’esigenza di qualunque indumento che non sia una polo e/o t-shirt ), e il nuovo disco dei Parquet Courts, quartetto newyorkese dall’attitudine garage-rock.

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Low – The Invisible Way – 2013

Finalmente è arrivato uno dei dischi più attesi del 2013. Se non altro questo è quello che il sondaggio che avevamo fatto qualche tempo fa su facebook ci aveva rivelato. I Low, band del Minnesota che da sempre tiene fede al proprio nome, raggiunge il traguardo del decimo album in studio e si affida alle mani del mai-troppo-venerato Jeff Tweedy. Il risultato è eccellente.

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Golden Grrrls – Golden Grrrls – 2013

Non è che ho iniziato ad avere problemi di artrite e non sono così stupido da aver sbagliato il nome due volte di fila, la band del giorno si chiama proprio Golden GRRRLS con tre R. Mi piace pensare che sia un errore di battitura un po’ come quello che fece l’avo di un ex giocatore di Milan ed Inter, Pietro Guglielmin, che finì con l’avere un cognome degno di un supercalifragilistichespiralidoso.

O forse il GRRR lo si deve all’attitudine punk che mettono nelle loro canzoni e che si evince anche dalla durata delle tracce, le quali raramente sfondano il muro dei tre minuti.

Golden Grrrls

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Keaton Henson – Birthdays – 2013

Non so che tipo di compleanni abbia avuto questo timidissimo (al limite del patologico) cantautore inglese, ma è evidente che io ne ho avuti di più piacevoli. Infatti non stupisce il piglio malinconico, triste (senza ©) quasi senza speranza che sembra essere alla base della composizione delle sue canzoni. Forse non è il più adatto degli ascolti da fare in un dopo elezioni che ci lascia esterrefatti, ma soprattutto confusi, di fronte ad un futuro che potrebbe essere peggiore del passato recente. Nonostante il mood pessimista, e in questo sta la forza di Henson,  questo discendere negli inferi delle sue emozioni in realtà ci dona musiche e liriche che non affondano mai, probabilmente sostenute dalla purezza e dall’onestà che riescono a trasmettere. Ma ora devo smetterla di fare politica.

Keaton Henson - Birthdays

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