Seavera

Seavera e’ un progetto che parte da lontano, dal profondo del cuore, piu’ o meno. Tori Zietsch questo non lo sa, come si evince dallo stupore con cui risponde ai nostri messaggi che piano piano prendono la forma di un’intervista  e che ci fanno mano a mano scoprire qualcosa in piu’ del suo passato, il suo background.

Il progetto solista che viene definito “un cambio nel modo di percepire la mia musica, un sentirsi piu’ liberi ed aperti alla creazione di nuove melodie”, nasce qualche mese fa dopo un’avventura in una band del liceo (“typical”) e una collaborazione con i bravi (e stimatissimi) MT WARNING il cui disco d’esordio vedra’ la luce quest’anno.Tori.Seavera.Colour.Handsome.Citizens.Interview Continua a leggere

Twin Oaks – The Lion’s Den

With you to my right
The city lights behind
And we’ll escape tonight

Scappare dalla città. Lasciandosi dietro le luci al neon. Sarebbe davvero bello. Soprattutto se si evita di farlo con Trenitalia.

Dalla luminosissima LA, le due “querce gemelle” e il loro The Lion’s Den. Una nuova chicca tutta da scoprire.

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Blaenavon

Il loro EP, Gods, è uscito qualche mese fa, ed anche se il titolo è un po’ fuorviante, si tratta certamente di un esordio interessante – e forse non si tratta di un tipico understatement inglese!

Loro sono i Blaenavon, band che proviene dall’Hampshire, verde contea a sud-ovest di Londra famosa per aver dato i natali a Carl Barat. Almeno per me.

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Astronauts, etc.

Anche se la musica elettronica non è il mio genere prediletto, è altresì vero che solo alcuni artisti riescono ad esplorare determinate aree della mente, rinfrescare certe nozioni a livello di sound e catapultare l’ascoltatore in un limbo di incoscienza. Detto questo, parlare di musica elettronica con tale senso generico, è un po’ come andare al bar ed ordinare una birretta dicendo al barista: ” fai te”.

Anthony Ferraro, mente dietro al progetto Astronauts, etc. questo lo sa benissimo. Non come ordinare una birra, ma come accompagnarci in quel limbo.

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Fever Pitch

Ieri pomeriggio ho pianto, credo sia stata colpa dell’alcool. A ripensarci bene, sono sicuro sia stato quello il motivo. Avevo appena lasciato casa del mio migliore amico, ero passato a salutarlo sapendo benissimo che lo avrei rivisto solo dopo qualche mese. Può essere sia  stata colpa di Jordan Lee, della giornata uggiosa, del sentirsi (in fondo) lontani dal tempo, i luoghi, le abitudini che ti riempiono il cuore e l’ippocampo.

Oggi, di conseguenza, ho aperto soundcloud ed ho virato deciso verso lidi più caldi e spensierati: l’emisfero australe (leggasi Australia per i pignoli). Ho scoperto i Fever Pitch.

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