Leon Bridges – Coming Home

Marica Notte per TRISTE©

La filosofia, forse più dell’indie, è morta (e per questo, almeno dal mio punto di vista, non bisogna essere felici. Nessun motto del tipo “la filosofia è morta evviva la filosofia”. Per parafrasarne qualcuno). Forse non per tutti, perché c’è ancora qualcuno che, in apparenza, sembra apprezzarla. Questo lo si può notare in qualche straduzza romana dove libri di Nietzsche e Pasolini sono nelle mani di giovani hipster (anche se sarebbe interessante far notar loro la mancata comprensione dei pensieri pasoliniani, perché i barboni, cioè soggetti con barba lunga e folta, sono degni sostituti dei capelloni). Ma tralasciamo.

Alcuni dicono che «l’uomo è misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto sono, e di quelle che non sono in quanto non sono» (Protagora, fr.1, in Platone, Teeteto, 152a). Volendo tradurre in maniera molto semplice questo principio (scontato in apparenza), l’essere umano è il metro di paragone delle cose. È lo strumento attraverso il quale e per il quale l’esistente è e può essere misurato, così come ciò che non è. Misura di tutte le cose e di esseri.

Quindi volendo ancora giocare un attimo su questa relazione possiamo dire che: Sam Cooke, Otis Redding e Marvin Gaye sono anche Leon Bridges. E che Leon Bridges è e non è allo stesso tempo Sam Cooke, Otis Redding e Marvin Gaye.

Perché Leon Bridges è unicamente Leon Bridges, e in ciò risiede la sua grandezza.

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Richard Orofino – Aquamaroon

Molte ricerche, negli ultimi anni, si sono concentrate sull’impatto delle nuove tecnologie sulla cognizione umana. Un fenomeno particolarmente studiato è quello del multi-tasking, sempre più forzato dai mille device che ci portiamo dietro e dalla quantità di input sensoriali con cui veniamo bombardati.

Ecco, un interessante effetto generato dalla tendenza al multi-tasking (mangio-mentre-guardo-la-TV-mentre-controllo-Facebook-mentre-ascolto-un-disco-mentre-finisco-di-analizzare-i-dati-per-il-lavoro) è la sensibile riduzione delle capacità attentive. Ogni stimolo, anche il più insignificante, è capace di attirare la nostra attenzione e distrarci (per una reference, vedete qui)

Ecco, in un mondo abitato sempre più da gente con tali problemi (purtroppo, ho paura, me compreso) fare un disco di 27 pezzi forse non è la mossa più azzeccata. A meno che…

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Lloyd Cole and The Commotions – Rattlesnakes

Francesco Amoroso per TRISTE©

Videomusic, la prima televisione in Europa che trasmetteva solo videoclip 24 ore su 24, esisteva da poco più di un anno. E grazie a lei anche noi ragazzini che spendevamo le nostre esistenze alla estrema periferia dell’Impero stavamo riuscendo ad allargare, con pazienza e impegno, i nostri orizzonti musicali.

Band che fino a pochi mesi prima non avremmo mai sentito nominare divenivano, improvvisamente, grazie ai ripetuti passaggi televisivi del videoclip e a qualche cassetta registrata in maniera più che artigianale, parte integrante e irrinunciabile delle nostre vite in boccio.

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SOAK @Monk Club – Roma, 17/06/2015

Nella vita bisogna saper cambiare idea. E io non lo faccio abbastanza spesso. Sono testardo, sono pieno di convinzioni e difficilmente le cambio (anche perché spesso ho ragione. Ehm).

Ma come dice il mio amico Luca, crescere è anche saper ammettere di avere sbagliato. E modificare i propri giudizi con onestà.

Io devo imparare ancora molto. Ma ecco, un piccolo passo avanti lo sto per fare. E devo ringraziare una giovane ragazza irlandese e la sua voce.

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The Bird Calls – Songs of the Bird Calls

Marica Notte per TRISTE©

In questo istante sto osservando una porzione del palazzo in cui vivo. Quasi tutte le finestre sono chiuse, sarà perché in casa non forse non c’è nessuno, sarà per il caldo. O forse sarà perché è meglio non farsi vedere.

Ma non è una questione di anonimato. Non si toglie identità nascondendo un nome perché un nome è qualcosa che sta per qualcos’altro, in questo caso per un volto. Un nome non è un viso. Un viso è qualcosa che può essere detto in tanti modi ma che esisterebbe lo stesso.

Le dimensioni aumentano, lo spazio si dilata e tutto si traduce in qualcosa di talmente sottile che quasi rischia di scomparire. Le persone diventano esseri senzienti al pari di cose che di soli sensi vivono. Ma a noi serve altro. Serve sapere che per quanto grande possa essere l’ambiente in cui viviamo riusciremo a considerarci vicini e rendere lo sguardo strumento di conoscenza reciproca, per sentirsi parte di qualcosa d’inaspettato. Parte di una sorpresa.

E le sorprese accadono. Anche se non spesso.  Oggi ne ho avuta una: The Bird Calls.

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