Japanese Breakfast – Psychopomp

Devo ricordarmi di chiudere il mio conto in banca inglese. Sono 10 mesi che devo farlo più o meno, ma trovo sempre una scusa opportuna, anche verso me stesso. Mi illudo sapendo benissimo che non sarà certo un conto in banca a farmi restare in qualche modo legato ad un paese che ancora oggi adoro.

È la nostalgia che ci frega, credo. I ricordi degli amici che ancora vivono là. Ma come dicono da quelle parti: life goes on.

La vita va avanti in modo irregolare, però. Prendendo spunto da Sofri, ci sono momenti che passano velocissimi ed altri che invece sembrano non passare mai.

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Anna Meredith – Varmints

Io penso che i nostri giudizi siano un po’ come la nostra percezione visiva. Per quelli che non sono troppo familiari con il concetto, vi dico semplicemente che quello che vediamo è composto da una miriade di istantanee che vengono registrate dal nostro sistema visivo e poi ricomposte dal nostro cervello.

Finisce cosi che, a volte, l’idea che ci facciamo di una cosa è basata sulla nostra percezione dei dettagli: quelli che riusciamo ad estrarre dalla miriade di informazioni visive che ci circondano.

Varmints è un disco che ti riempie di dettagli meravigliosi, una tempesta.

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La Sera – Music for Listening to Music to

Sto per dire una serie di parole che molta gente troverà offensive, le nasconderò quindi dietro ad alcuni asterischi per evitare reazioni troppo sanguinose.

Ci sono band che mi hanno segnato più di altre, band che ***** a prescindere dall’accettazione o meno dell’************ indie globalizzata contemporanea: le Vivian Girls sono una di queste.

Ricordo bene quando le scoprii grazie ai consigli di ***** ********, un neuro scienziato che ha trovato il modo di allungare la durata delle giornate a 79 ore e passa le 71 di tempo libero giornaliero a recensire album e a garantire che ci sia un bastian contrario nel mondo della critica musicale mondiale (eh si è molto conosciuto).

Mi fa piacere riconoscergli che è grazie a lui che ho scoperto band meravigliose: Soft Machine, Slint, Neutral Milk Hotel, Don Caballero e Magnetic Fields (DEVO comprare 69 love songs). Le Vivian Girls, appunto, che vidi dal vivo il giorno in cui mi innamorai di Katy Goodman e rimasi deluso della mancanza di Moped Girls dalla setlist.

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Pinegrove – Cardinal

Cardinal è il primo vero debutto dei Pinegrove e se andiamo a vedere la scaletta scopriamo che la prima e l’ultima canzone si chiamano Old Friends e New Friends, rispettivamente. Magari non vuol dire niente, magari non è così didascalico come sembra e non stanno dicendo che il punto cardinale di riferimento nella vita è l’amicizia.

Se però per assurdo dovessi pensarla così, potrei dare un significato a molte cose, come le lacrime che ho scoperto scorrere sul mio volto venerdì sera dopo aver visto un amico riuscire ad arrivare dove ormai non sperava più. O quel sorriso ebete che mi ritrovo in faccia al pensiero di passare il prossimo weekend a Roma ed aprile a Milano.

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Money – Suicide Songs

La mattina amo svegliarmi presto, fare una passeggiata in macchina e passare il resto della giornata a pensare alle mie cose. Mi piace pensare sia un dono il fatto che abito a 40km dal lavoro e che il traffico spesso allunghi la mia passeggiata in auto. Mi piace il sarcasmo.

Ad esempio l’altro giorno, casualmente, mi sono ritrovato in un momento Bob-Dylan-induced mentre ascoltavo le parole di un capolavoro: Girl from the North Country. Mi sono imbattuto contro quella barriera che mi separa da quel posto nobile in cui Bob Dylan trova ispirazione per le sue parole. Ho capito che non ci sarebbe mai stato modo, per uno come me, di esprimere certi concetti in maniera simile.

Ho pensato che in certi momenti ci vorrebbe un amico come Bob Dylan che ti aiuti a descrivere le cose nel modo giusto, ma don’t think twice, it’s alright.

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