Jesse Woods – Autoflower

Albert Brändli per TRISTE©

L’estate non è ancora finita che i manichini nelle vetrine sono già agghindati come se fosse Novembre, e a me questa cosa proprio non va giù.

Non perché non ami particolarmente le stagioni meno calde, nè per il fatto di dovere indossare più di un capo alla volta. Più semplicemente perché adoro l’estate, il mare, la campagna e le colonne sonore che d’improvviso si accendono.

Ad un certo punto, però – ahimè – l’estate finisce, i primi ciclamini cominciano a sbocciare, e la musica cambia.

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Monk Parker – Crown of Sparrows

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Sarà perchè vivo in Italia, ma Agosto lo considero il mese del mare e della vacanza, e soprattutto il mese in cui poter staccare un po’ da tutto. Dal lavoro, sì, ma anche dalle novità musicali.

Per questo non capisco mai fino in fondo la scelta di far uscire dischi in questo periodo (quantomeno nell’emisfero boreale). Soprattutto quando gli album presentano sonorità che, al mio orecchio, associo più a del whisky e al fuoco di un camino (o di un bivacco in una prateria).

Per questo Monk Parker continua a spiazzarmi. Ma io continuo a non pensarci ed ascoltare la sua splendida musica.

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Pinegrove – Cardinal

Cardinal è il primo vero debutto dei Pinegrove e se andiamo a vedere la scaletta scopriamo che la prima e l’ultima canzone si chiamano Old Friends e New Friends, rispettivamente. Magari non vuol dire niente, magari non è così didascalico come sembra e non stanno dicendo che il punto cardinale di riferimento nella vita è l’amicizia.

Se però per assurdo dovessi pensarla così, potrei dare un significato a molte cose, come le lacrime che ho scoperto scorrere sul mio volto venerdì sera dopo aver visto un amico riuscire ad arrivare dove ormai non sperava più. O quel sorriso ebete che mi ritrovo in faccia al pensiero di passare il prossimo weekend a Roma ed aprile a Milano.

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Small Feet @Unplugged In Monti @Black Market – Roma, 15/12/2015

Ah, le feste. Siamo ormai vicini alla pausa di fine anno e per chi come me tornerà a casa dai parenti comincia il periodo dei saluti.

Un doveroso saluto non potevo non farlo a tutti gli amici di Unplugged in Monti (organizzatori e pubblico), rassegna che ieri sera ha chiuso il proprio 2015 in musica.

Per concludere in bellezza sono arrivati dalla Svezia gli Small Feet, che mi hanno permesso di salutare anche un “vecchio” amico.

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Monk Parker – How the Spark Loves the Tinder

Di fronte alla magnificenza e alla grandezza della natura l’uomo, secondo Kant, prova un senso di paura ed attrazione che sta alla base della sua definizione del Sublime.

Io di fronte alla magnificenza e alla grandezza della natura, in genere, riesco a rilassarmi. Specialmente se l’orizzonte si staglia molto in lontananza, come succede guardando il mare o trovandosi nel mezzo del deserto o della prateria.

Non avendo a disposizione in questo momento nè mare, nè deserto, nè prateria, un buon sostituto riesco a trovarlo in How the Spark Loves the Tinder.

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Barbarisms – Barbarisms

Per lavoro (e non solo) sono spesso in viaggio. Proprio oggi sto per partire in treno: niente di che, poco più di quattro orette. Che in aereo mi avrebbero potuto portare, per esempio, a Yerevan (in Armenia), a Kazan (in Russia) o in Islanda.

Con addirittura meno tempo (2 ore e 45 secondo flighttime-calculator) sarei potuto arrivare a Stoccolma. E lì avrei potuto trovare uno che di ore di viaggio se ne è fatte molte di più, per lasciare gli States e raggiungere la vecchia Europa.

Oggi vi parliamo del self-titled debut del progetto Barbarisms. Allacciate le cinture (io no, sarò sul treno) e guardate fuori dal finestrino.

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