Sufjan Stevens – Carrie & Lowell

Cominciare una nuova vita può significare molte cose. Svegliarsi alle 7 del mattino per andare a comprare croissants, pains au chocolat e brioches au sucre, potrebbe non essere un inconveniente, tutto sommato. Non, come ad esempio, trovarsi nel mezzo della strada a chiedersi dove si trovi il Boots più vicino, dove sia il posto più carino dove fare il brunch, l’afternoon tea. Capire dove servano le migliori ales.

I should have known better, nothing can be changed, the past is still the past, the bridge to nowhere“.

E mi risveglio a Lourmarin, nella dolce valle del Luberon, direzione Marsiglia. Nelle orecchie il nuovo album di Sufjan Stevens, senza dubbio uno dei più grandi artisti della sua generazione. Cito un Tumblr che ha colto nel segno creando il motto: “between hipsters and god there is Sufjan Stevens“.

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Stanley Brinks & Freschard – Pizza Espresso

Non ho trovato una vera e propria “colonna sonora” per questa estate. Non che sentissi il bisogno di trovarla per forza. Ma a volte può aiutare. Perchè puoi essere tu che cerchi una melodia che si adatti al tuo mood, ma a volte è invece la musica a guidare te.

Ecco, l’estate sta per finire. Ed è stata davvero strana questa estate. Ed ora che finisce ho trovato il disco che forse non ne sarebbe stata la giusta colonna sonora, ma che sicuramente avrei voluto lo fosse. Stanley Brinks & Freshard, Pizza Espresso. Don’t be sad.

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Thee Elephant – Thee Elephant

Negli ultimi anni c’è stato un forte ritorno delle sonorità ’60s e ’70s, con una particolare attenzione per le atmosfere psichedeliche. Ora, come ricordavo in altre recensioni, io non sono propriamente un patito di psych/qualsiasicosa. Ma quando le cose sono fatte bene, vanno al di la dei gusti personali.

Per questo, anche se il disco è uscito qualche tempo fa, eccovi la nostra review sul debut di una band nostrana. Thee Elephant. Un recensione TRISTE©.

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Mac DeMarco – Salad Days

Quando eravamo ragazzi (ma anche da più grandi, benchè molto meno) ce l’abbiamo avuto tutti l’amico un po’ pazzo, un po’ fuori luogo, che se ne fregava completamente dei modi di fare ben educati e che andava in giro con una spilla autoprodotta con scritto “ti sborro in faccia”. Voi no? Ok, ora forse vi starete chiedendo con chi uscissi da giovane. Lasciate stare.

Se vi mancano queste amicizie, mandate una mail al canadese Mac DeMarco e chiedetegli di fare un giro. Nel frattempo magari vi racconterà anche del suo nuovo disco, Salad Days.

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The Thyme Machine – Wake Up with The Thyme Machine

L’altro giorno (“l’altro giorno” è un termine ambiguo che indica un giorno imprecisato tra l’altro ieri e 6 mesi fa. Nel caso specifico è settimana scorsa) ero a Lucca dove ho scoperto che oltre alla famosa e buonissima minestra di farro in quella splendida città fanno un’altra zuppa, la farinata lucchese (anch’essa, come la ribollita, a base di cavolo nero).

Questo ve lo dico perchè sono contento di averla scoperta, così come sono felice di aver scoperto questa band sul cui disco c’è una scodella con del liquido. Che probabilmente (visto il titolo) è del latte con dei cereali. Ma io posso anche convincermi che sia una zuppa.

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