The War on Drugs – A Deeper Understanding

Giacomo Mazzilli di TRISTE©.

Io, Giuliano e Mathieu. In francese avrei dovuto dire: Giuliano, Mathieu et moi. perché ci si mette sempre alla fine, è una forma di rispetto e di cortesia. In Italia spesso non lo siamo. Sto divagando, mentre cerco nel giardino del vicino l’erba più verde. Continua a leggere

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TRISTE #Marsiglia – Top 10 2016

15622342_10154778358188698_4229002169120166556_nGiacomo Mazzilli di, da, per, a TRISTE©

I’m a mess. Al punto che questo 2016 mi ha completamente mandato fuori fase. La maggior parte delle persone lo definirebbe: un anno in cui ha avuto poco tempo. In realtà credo sia stato un anno in cui ho completamente mandato in caos le mie priorità, per delle giuste cause, poi mi sono ritrovato a dover resettare il tutto per ritrovarmi qui.

Una manciata di dischi a definire questo mess, in cui appariranno dischi per i quali “non ho avuto il tempo” di scrivere un recensione.

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CHVRCHES – Every Open Eye

L’altro giorno stavo mangiando un po’ di focaccia e mi stavo per emozionare. Io che vivo nel paese dell’alta cucina e che sono cresciuto col mito di Gualtiero Marchesi e del cambiamento radicale che diede alla cucina italiana, un approccio storicamente diverso rispetto ai suoi predecessori. Io che mi emoziono col più antico dei sapori.

Sarà che mi piace dilungarmi nel parlare di sapore e, perchè no, ritrovare il sapore particolare di una di quelle band di cui parlammo agli inizi e che abbiamo seguito sempre con piacere lungo questo nostro (loro?) processo di evoluzione.

Si chiama Every Open Eye, e rappresenta ancora una volta, la loro visione genuina ed autentica del synth-pop. Una risposta che non arriva a chi si domandava in quale direzione avrebbe potuto dirigersi il loro sound: virare verso suoni più maturi e profondi, oppure rinfrescare il loro sound.

Chvrches_-_Every_Open_Eye Continua a leggere

Sufjan Stevens – Carrie & Lowell

Cominciare una nuova vita può significare molte cose. Svegliarsi alle 7 del mattino per andare a comprare croissants, pains au chocolat e brioches au sucre, potrebbe non essere un inconveniente, tutto sommato. Non, come ad esempio, trovarsi nel mezzo della strada a chiedersi dove si trovi il Boots più vicino, dove sia il posto più carino dove fare il brunch, l’afternoon tea. Capire dove servano le migliori ales.

I should have known better, nothing can be changed, the past is still the past, the bridge to nowhere“.

E mi risveglio a Lourmarin, nella dolce valle del Luberon, direzione Marsiglia. Nelle orecchie il nuovo album di Sufjan Stevens, senza dubbio uno dei più grandi artisti della sua generazione. Cito un Tumblr che ha colto nel segno creando il motto: “between hipsters and god there is Sufjan Stevens“.

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TristeLondra – Top10 2014

Il 2014 é stato un anno particolare per me: ho cambiato lavoro, ho deciso di cambiare vita e ho deciso di andare a vedere live Michael Buble. Stasera.

Sono tutte cose che potrei facilmente descrivere come scelte di cuore. Soprattutto l’ultima, non perche’ sia affetto da qualche sindrome particolare, quantopiú sensible al fatto che la mia ragazza e mio suocero mi farebbero nero se non andassi con loro a vedere lo show del canadese.

Canadese come una band che mi ha particolarmente attratto quest’anno; si chiamano ALVVAYS – li chiamai ALLVAYS nella prima stesura del post sul loro nuovo album, una band che ho visto pure live ad aprire i Real Estate e che mi ha impressionato non poco. Canadese come Caribou, quello del disco di elettronica dell’anno.

TristeLondra Best of 2014

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French for Rabbits + Fraser Ross @Unplugged in Monti @Black Market – Roma, 11/11/2014

Le distanze a volte allontanano. Ci si promette di rimanere in contatto, ma capita di perdersi. Non sempre è così però: a volte le distanze rafforzano i legami e fanno capire quanto certe persone ti saranno sempre vicine, a prescindere dai chilometri.

Questa intro insopportabilmente dolciona era per dire che oggi è il compleanno di #TristeLondra che non solo è uno dei più grandi divoratori di musica che io conosca ma è soprattutto uno dei miei più cari amici. (Ora potete spulciare facebook per vedere chi compie gli anni oggi e capire chi è che si nasconde dietro il blog eheh).

E a proposito di distanze, per la nuova tappa di Unplugged in Monti, il Black Market ha ospitato degli artisti che vengono dalla parte del mondo più lontana dall’Italia (per essere precisi la parte del mondo più lontana dall’Italia è questa): la Nuova Zelanda.

French for Rabbits. Eccovi la nostra nuova review. Godetevela tutta.

FrenchForRabbits1 Continua a leggere