Arab Strap – Philophobia

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La Philofobia (dal greco “φιλος”, amore, e “φοβία”, fobia) è definita come la paura persistente, ingiustificata e anormale di innamorarsi o di amare una persona.

Nel maggio del 1998 il duo scozzese Arab Strap, Aidan Moffat ai testi e alla voce e Malcolm Middleton alle musiche, diede alle stampe il proprio secondo album, appunto intitolato Philophobia.

All’epoca mi sembrò fosse una coincidenza davvero bizzarra, vista la piega che la mia vita sentimentale stava prendendo. Tuttavia, analizzando le cose a freddo, mi rendo conto che la maggior parte degli ascoltatori avrà pensato lo stesso, visto che l’album è uno straordinario trattato crudo, e allo stesso tempo poetico, sull’amore in tutte le sue sfaccettature e latitudini.

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Lake Ruth – Actual Entity

LakeRuth_ActualEntityFrancesco Amoroso per TRISTE©

Nei primi week end di quest’estate, per sfuggire per qualche momento all’afa cittadina, ho cominciato a esplorare i dintorni di Roma e ho scoperto luoghi tranquilli e idilliaci, situati nei pressi di alcuni placidi laghi vulcanici situati a nord della Capitale.

Non ho mai capito perché ai laghi venga, nella vulgata comune, sempre attribuita una certa tristezza, una mestizia che li renderebbe adatti solo a vacanze dimesse e parsimoniose, quasi fossero una versione cheap del mare.

Trovo, invece, che il lago abbia una propria poesia, una dignità dovuta magari anche a quest’aura più rilassata, più provinciale che spesso, ne convengo, porta con sé.

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Teenage Fanclub – Grand Prix

TeenageFanclub_GranPrixFrancesco Amoroso per TRISTE©

La prima volta che ho sentito parlare di Teenage Fanclub è stato nell’autunno del 1990. La radio “libera” dove trasmettevo la prima “incarnazione” de “L’Attimo Fuggente” aveva organizzato una classifica alternativa che andava in onda ogni domenica, condotta da tutti gli speaker dell’emittente (la parola Dj mi ha sempre inquietato, soprattutto dopo “Panic” degli Smiths).

Così, tra una chiacchiera, una telefonata degli ascoltatori, e un risultato di calcio, il nostro pomeriggio passava in allegria e, naturalmente, fioccavano i consigli musicali.
Tutti noi facevamo a gara a scovare nuovi grandi “talenti” da esibire come trofeo.

In quei giorni di settembre, impazzivamo per il nuovo singolo dei Nirvana, Sliver, la svolta “melodica” del giovane trio di Seattle. Ci sembrava di gran lunga il brano più emozionante del momento.

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The Smiths – The Queen Is Dead

Francesco Amoroso per TRISTE©

Quando, quasi due anni fa, ho cominciato a scrivere questa modesta rubrica, sapevo che, inevitabilmente, il momento sarebbe arrivato e la sola idea mi terrorizzava.

Ho rimandato e rimandato, dicendomi che un anniversario sarebbe stata l’occasione più opportuna (ma in realtà, fondamentalmente, mi stavo solo esercitando nel mio sport preferito: procrastinare).

Beh, adesso non ci sono più scuse: tra tre giorni saranno 30 anni esatti dall’uscita dell’album che ha più profondamente influenzato la mia vita.

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Sonic Youth – Daydream Nation

Francesco Amoroso per TRISTE©

Ci sono mille motivi per i quali rimaniamo legati a un album: a volte basta prenderne uno in mano perché, anche in maniera completamente autonoma rispetto alla musica che contiene, riesca a veicolarti un ricordo preciso e indelebile.

E’ ciò che mi accade ogni volta che ritorno a Daydream Nation, il sesto album dei Sonic Youth, la band che ha, in qualche modo, reso fruibile il noise per le masse.

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