Jesse Woods – Autoflower

Albert Brändli per TRISTE©

L’estate non è ancora finita che i manichini nelle vetrine sono già agghindati come se fosse Novembre, e a me questa cosa proprio non va giù.

Non perché non ami particolarmente le stagioni meno calde, nè per il fatto di dovere indossare più di un capo alla volta. Più semplicemente perché adoro l’estate, il mare, la campagna e le colonne sonore che d’improvviso si accendono.

Ad un certo punto, però – ahimè – l’estate finisce, i primi ciclamini cominciano a sbocciare, e la musica cambia.

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Ainsley Farrell – Dark Hours

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Che le ore più buie siano quelle prima dell’alba si ripete ormai da secoli.

Il primo a lasciarne traccia sembrerebbe sia stato, nel 1650, il teologo e storico inglese Thomas Fuller, che scriveva “It is always darkest just before the Day dawneth”.

Di più recente scoperta è, invece, il fatto che proprio prima della sveglia possano verificarsi i sogni più strani e reali. Talmenti vividi da essere, a tutti gli effetti, considerati allucinazioni.

A fare una summa di tutto questo ci ha pensato Ainsley Farrell.

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The Molochs – America’s Velvet Glory

themolochs_americasvelvetgloryAlbert Brändli per TRISTE©

Se c’è un luogo sulla terra che sembra brulichi di artisti (più o meno famosi), quello è lo stato della California.

Famosa per i racconti di Kerouac, Gingsberg, la beat-generation, e ancora per la Summer of Love, sembra essere il luogo dove gran parte di ciò di cui godiamo oggi (anche in fatto di musica) abbia avuto inizio. Una sorta di “brodo primordiale”.

Ed è proprio lì, in California, che Lucas Fitzsimons, Cameron Gartung e Ryan Foster hanno la loro base. Tra le palme e la route 66 nascono i Molochs.

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Allah-Las – Calico Review

allahlas_calicoreviewSara Timpanaro per TRISTE©

Mi ricordo che spesso da bambina mia madre mi sorprendeva in camera sua davanti allo specchio con la musica ad altissimo volume, intenta a simulare uno dei migliori concerti della mia carriera.

Così, con le mani che magicamente facevano comparire un microfono, accompagnata dalla migliore band del momento, mi esibivo per il mio vastissimo pubblico, con tanto di applausi alla fine!

Oggi, a 33 anni, non è cambiato nulla.

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Lake Ruth – Actual Entity

LakeRuth_ActualEntityFrancesco Amoroso per TRISTE©

Nei primi week end di quest’estate, per sfuggire per qualche momento all’afa cittadina, ho cominciato a esplorare i dintorni di Roma e ho scoperto luoghi tranquilli e idilliaci, situati nei pressi di alcuni placidi laghi vulcanici situati a nord della Capitale.

Non ho mai capito perché ai laghi venga, nella vulgata comune, sempre attribuita una certa tristezza, una mestizia che li renderebbe adatti solo a vacanze dimesse e parsimoniose, quasi fossero una versione cheap del mare.

Trovo, invece, che il lago abbia una propria poesia, una dignità dovuta magari anche a quest’aura più rilassata, più provinciale che spesso, ne convengo, porta con sé.

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Emily Jane White – They Moved In Shadow All Together

Giulia Belluso per TRISTE©

“Una mattina Gregor si è svegliato ed era uno grosso insetto…“

Credo di aver riso per cinque minuti buoni, quando ho letto l’incipit di questo racconto e ho lasciato che la mia fantasia trasformasse il personaggio principale proprio in lui… il mio vicino di casa.

Le circostanze paradossali hanno evidentemente sempre avuto una grossa attrattiva per me (questo spiega il perché di molte mie situazioni dalla discutibile ironia) e, in qualche modo, sono sempre state parte integrante di tutto il mio percorso.

Così non potevo non restare affascinata dal paradosso creato dalla musica di Emily Jane White, che causa in me la felicità, sfruttando l’abuso di tristezza.

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Alela Diane & Ryan Francesconi – Cold Moon

Peppe Trotta per TRISTE©

Crisi. La crisi economica, la crisi socio-politica, squadre in crisi di gioco, matrimoni in crisi, uomini in crisi mistica. Questo vocabolo capace di incutere un certo timore ormai lo si ritrova ovunque. Onnipresente. Coinvolge ogni cosa, dai grandi processi di respiro mondiale alla dimensione del singolo essere umano. Ovviamente non è una novità, ma in questo periodo storico la sua diffusione è divenuta virale.

Una categoria da sempre molto soggetta a periodi di crisi è certamente quella degli artisti, visto la forte incostanza dell’elemento principale che ne sottende l’operato: l’ispirazione.

Credo che ne sappia qualcosa anche Alela Diane.

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