Manca poco al Natale. Ancora siamo presi col lavoro, con i preparativi, con i regali.
Però io (Vieri) il modo di stressare i nostri collaboratori e farmi consegnare le classifiche di fine anno l’ho trovato.
Manca poco al Natale. Ancora siamo presi col lavoro, con i preparativi, con i regali.
Però io (Vieri) il modo di stressare i nostri collaboratori e farmi consegnare le classifiche di fine anno l’ho trovato.
Malgrado siano passati molti anni, ricordo ancora il primo testo scolastico che scelsi di leggere per le vacanze natalizie. Il meraviglioso “Canto di Natale” di Charles Dickens.
Questo racconto per ragazzi narra di un vecchio e tirchio signore dal nome Ebenezer Scrooge, che si ritrova a fronteggiare il fantasma del Natale passato, di quello presente e di quello futuro.
Non so voi, ma con i miei fantasmi io ho imparato a convivere, e qualcuno mi è diventato particolarmente caro, per la dedizione che ci ho messo per sopportarlo e accettarlo per quello che è.
Esattamente un Favourite Ghost.
C.: “Bonjour, nous voyons quel niveau de français est, me décrit sa journée et les choses qu’elle aime”.
G.: ”Bonjour, je m’appelle Giulia, j’ai 26 ans et je suis italienne. Je me lève à 6h15 de la matin, je fais le lit, je prendre une douche et après je prendre la petit déjeuner, mais surtout il faut un bon expresso!”
“La gente guarda il passato con rabbia, il futuro con ansia e il presente con inconsapevolezza”.
Ed oggi è proprio del passato e del presente (e spero del futuro) del nuovo album da solista di Ian Felice, In The Kingdom Of Dreams, di cui vi voglio parlare.
Che sia nata prima la gallina o l’uovo di questo non vi è certezza, ma che la mela sia una icona, quella è una certezza vera e propria.
Il libro della Genesi ne narra come “il frutto proibito”, e se non fosse stato per quella mela magari Adamo ed Eva a quest’ora vivrebbero ancora nel giardino dell’Eden, ignudi e felici.
Nella mitologia, per la sua undicesima fatica, ad Eracle toccò navigare fino alla fine dell’Oceano per raccogliere un cesto di mele nel giardino delle ninfe Esperidi, custodito da un drago che non dormiva mai (e pensare che erano d’oro, quindi non si potevano nemmeno mangiare).