Lean Year – Lean Year

Peppe Trotta per TRISTE©

A ciascuno il suo.

Ci sono amori che sbocciano quando meno te lo aspetti. Esplodono improvvisi riuscendo a sconvolgerti al punto da costringerti ad intraprendere un nuovo percorso di vita.

E poi ci sono amori mai sopiti che rifioriscono con rinnovato vigore riportandoti su tracciati persi ma mai realmente abbandonati.

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A. Savage – Thawing Dawn

Giacomo Mazzilli per TRISTE©

Una della mie grandi passioni è la cucina.

Adoro cucinare, assaggiare nuovi piatti e scoprire nuove tecniche. La parte principale di ogni mio viaggio, consiste nel scegliere i ristoranti ed i piatti da gustare.

Con Vieri avevamo anche un altro progetto, chissà che non lo realizzeremo un giorno. Continua a leggere

Black Tail – One Day We Drove Out Of Town

Francesco Giordani per TRISTE©

Ho un vecchio sogno nel cassetto. Quello di dedicare una parte della mia vita, prima o poi, alla messa a punto (e alla successiva esecuzione) di “collaudi” discografici.

Che so: fare il bagno di notte in una piscina, dimenticandomi una camicia, come in Nightswimming. Leggere Wilde assieme ad una fidanzata in un cimitero come in Cemetery Gates. Unirmi ai latitanti in fuga di Band on The Run.

Cose del genere.

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Protomartyr – Relatives in Descent

Emanuele Chiti per TRISTE©

Di personaggi strani, improbabili, teneri sui palchi in venti anni ne ho visti davvero tanti.

Tutti i travestimenti, le attitudini, i modi di fare più assurdi: un bel campionario. Forse ci potrei scrivere un libro, ma tempo non ne ho, quindi mi limiterò a ricordare l’impatto che ebbi con i Protomartyr due anni fa dal vivo.

La prima cosa che mi venne in mente fu: “Ma questi da dove arrivano?” In particolare il frontman Joe Casey: completo da impiegato del catasto, una lattina di birra da supermercato via l’altra, quasi immobile davanti al microfono. Accompagnato da tre ragazzetti che, insomma, non li defineresti proprio “alla moda”.

Ma a noi di queste cose importa? No, anzi vedere questo “sano disagio” lì sul palco ad accompagnare un set granitico e sferragliante ha contribuito in maniera crescente a farmeli amare.

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Moses Sumney – Aromanticism

Ho passato la scorsa settimana a letto con la febbre.

Se da un lato ci sono stati momenti in cui credevo che fosse oramai giunta la mia ora, dall’altro, ho avuto momenti di dolcissima libertà (grazie Netflix).

C’è chi dice che l’influenza sia soprattutto un segnale del proprio corpo: troppo stress, troppo lavoro o troppo chissà, e che serva a rimetterci un po’ i piedi per terra.

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