Hallow Bright – Veins EP

Marica Notte per TRISTE©

Mantenere l’anonimato diventa sempre più difficile considerando l’epoca in cui viviamo. Ci sono anche aspetti positivi però. A volte trascorriamo del tempo con persone mai viste prima e parlando del più e del meno alla fine ci si saluta senza neanche sapere il nome. Ma riuscendo a ricordare e a collegare qualche informazione ottenuta durante la conversazione si riesce a dare identità a quella persona, riuscendo a scoprirne il nome anche senza poter dire “Piacere”.

Questo succede non solo nella nostra quotidianità fatta di relazioni dirette, ma anche nella realtà virtuale. Può capitare infatti che si arrivi a fare delle scoperte interessanti (in questo caso musicali) senza riuscire ad ottenere maggiori informazioni.

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The Weather Station – What Am I Going To Do With Everything I Know

Peppe Trotta per TRISTE©

Esistono cose a cui non si può sfuggire.

Le sfiori, a volte le dimentichi o semplicemente non gli dai la giusta importanza. Quando meno te l’aspetti ricompaiono seguendo strade differenti e ti ritrovi conquistato senza riuscire a spiegarti perché te le fossi fatte sfuggire. Mi succede ritornando in un luogo, rivedendo un film e mi succede con i dischi.

Con What Am I Going To Do Whit Everything I Know di The Weather Station, per esempio.

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Jeff Tweedy @London Palladium – 04-11-2014

Jeff Tweedy è come l’orizzonte, un oggetto lontano, irraggiungibile, ma non solo. È un pensiero astratto. I’ve heard you say: dreams don’t matter. Beh, caro Jeff, te lo dico io se i sogni non contano.

Il mio primo sogno si avverò quando andai a vedere dal vivo gli Smashing Pumpkins a Bologna. Ero un pischello, era il 2000. Mi ricordo ancora benissimo tre cose: il giorno in cui andai da mio babbo dicendogli che io sarei andato al concerto, che lo volesse o no; il momento in cui sulla prima nota di Bullet With Butterfly Wings ci guardammo negli occhi io e il mio migliore amico con preoccupazione, dato che in un centesimo di secondo si sarebbe scatenato il pogo estremo; le mie giornate passate ad ascoltare tutte le parole di Billy Corgan. Imparai l’inglese mosso dal desiderio di capire cosa dicesse in quelle canzoni.

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The Very Most – Things Too Obvious To Sing

The Very Most li scoprii grazie alla loro cover di It’s Not Unusual, quella di Tom Jones resa famosa da Carlton Banks. Non so nemmeno per quale motivo riuscii a trovarla. Probabilmente feci quello che l’altro giorno ho fatto per Cupid di Sam Cooke. Pezzo da brividi, Cupid.

Uno di questi giorni scriverò una lettera a qualcuno. Mi ricorderò di farlo, un po’ come, alla fine, mi sono ricordato di parlarvi di loro, The Very Most.

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Alvvays + Real Estate @ Shepherd’s Bush Empire

Quando ero alle medie, mi ricordo che c’era una ragazza carina. Non era bella, ma semplicemente piaceva a tutti, al punto che riuscire a limonare con lei sarebbe stato un achievement da stamparsi in petto e mostrare con orgoglio.
Quando successe a me (di limonarla), ricordo che provai ben poco. Ero più interessato al “dopo”: dire a tutti che l’avevo fatto. Io ero innamorato di Evelyn.

Andare al concerto dei Real Estate è stato come limonare la più bella del liceo: un po’ lo fai perché apprezzi le sue qualità, ma soprattutto lo fai per dirlo agli altri. È l’opposto dell’onanismo.

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