Eva Foote – Sparrow & Stone

Marica Notte per TRISTE©

Dietro le quinte di una piccola e modesta recensione musicale i giudizi (attori della mia mente) cercano di memorizzare quello che avranno da dire, cercano di perdersi il meno possibile in bizzarre distrazioni.

Il più delle volte mi chiedo: ora cosa dirò? È difficile fare del linguaggio uno strumento reale di comunicazione. Usare lettere, sostantivi, aggettivi.

E alcune volte credo di sapere anche il motivo di tale preoccupazione (non solo “artistica”).

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Sharon Van Etten – I Don’t Want To Let You Down

Tania Moretta per TRISTE©

Lo scorrere del mondo visto dal finestrino di un treno, l’odore del giorno che sta per concludersi, il corpo intorpidito su un sedile poco confortevole per confortare. Ogni giorno un viaggiatore vede scivolare tra gli occhi della mente una storia condita di speranze e paure, di successi e rinunce.

Tra il rumore delle rotaie ed il bagliore di sere calde I Don’t Want To Let You Down diventa la colonna sonora di un viaggio nel viaggio.

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Shana Cleveland & The Sandcastles – Oh Man, Cover The Ground

Peppe Trotta per TRISTE©

Giorni lenti e poco produttivi si alternano a giorni densi, pieni di cose da fare, che non lasciano il tempo necessario a poterci dedicare a tutto ciò che ci piace, che vorremmo fare.

Sarebbe bello riuscire a distribuire in modo omogeneo gli impegni, ma un po’ perché la vita è un costante imprevisto, un po’ perché la nostra è la generazione del last minute, questa possibilità sembra destinata a rimanere pura utopia. Ci tocca quindi accettare lo stato delle cose, che tra l’altro non sempre è negativo.

Perché vi racconto questo per parlarvi di Oh Man, Cover The Ground? Per  voi rimarrà un mistero, ma abbiate fiducia, un nesso esiste.

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Courtney Barnett – Sometimes I sit and think, and sometimes I just sit

Troppo spesso (e negli ultimi anni in particolare), si da poco peso ai testi delle canzoni. Soprattutto per i non “madre-lingua” il primo (e ultimo?) impatto che si ha con le canzoni è quello della melodia e del suono, sulla cui unica base viene valutato il prodotto musicale (che già dire “prodotto musicale” è un po’ uno schifo).

Se è normale (ed anche giusto) che in una canzone la musica abbia effettivamente un grosso peso (non siamo ad un concorso di poesia), però altrettanto dovrebbe avere quello che un artista sta cercando di dirci. Perchè sennò c’è il rischio che “sole-cuore-amore” ci risulti ridicolo solo se cantato in italiano, o viceversa che ci si possa perdere dei testi molto interessanti solo perchè non attratti immediatamente dalle sonorità.

Poi per fortuna c’è Courtney Barnett. Che unisce tutto alla perfezione.

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Kristin McClement – The Wild Grips

Il Sudafrica è lontanissimo. Non lontano come la Nuova Zelanda, però è lontano. Ben 10 ore e 24 minuti da capitale a capitale, secondo il mio nuovo sito preferito. Però dopo queste 10 ore e mezza ci troveremo solo con un’ora di fuso da smaltire.

Voi direte: certo, si chiama latitudine. Lo so, lo so. Però normalemente sono abituato a viaggi che dopo 10 ore ti scombussolano tutto il ciclo sonno-veglia. Come quelli con trenitalia.

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