Julien Baker – Sprained Ankle

Peppe Trotta per TRISTE©

I cambi d’orario che arrivano puntuali ogni semestre continuano a incidere sul mio ritmo biologico. Tornata l’ora solare la mattina gli occhi si aprono prima, sempre e comunque.

Non tutti subiscono le conseguenze di questo spostamento minimo, io evidentemente appartengo all’altra categoria. Però in fondo la cosa ha i suoi lati positivi. Dai cambiamenti si può sempre provare a ricavare profitto.

Julien Baker è riuscita a trarne un disco. Intenso e ispirato.

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Davis – Summit Hour EP

Nel ’97 ero moderatamente giovane. Andavo alle scuole medie e giocavo a calcio. Classica storia da provincia italiana, come direbbe il nostro Francesco.

Nel ’97 usciva Ok Computer e la musica, che già amavo, diventò ancora di più una costante compagna di viaggio. Forse proprio in quegli anni venivano piantati i semi di quella che ancora oggi è una delle mie più grandi passioni.

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Chantal Acda – The Sparkle In Our Flaws

Peppe Trotta per TRISTE©

Ognuno ha o ha avuto la sua coperta di Linus. Almeno da bambini, tutti ci siamo affezionati in modo spropositato ad un oggetto, facendolo diventare un elemento capace di infondere sicurezza. Una fonte di consolazione, una sorta di coccola sempre disponibile.

Crescendo, sempre più spesso, continuiamo a sentire la necessità di avere uno o più rifugi in cui tornare quando avvertiamo il bisogno di quiete, di distacco dallo stress che la vita quotidiana sa infondere a larghe mani.

Uno dei miei rimedi preferiti è e rimarrà sempre la musica, universo infinito nel quale trovare serenità.

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Monk Parker – How the Spark Loves the Tinder

Di fronte alla magnificenza e alla grandezza della natura l’uomo, secondo Kant, prova un senso di paura ed attrazione che sta alla base della sua definizione del Sublime.

Io di fronte alla magnificenza e alla grandezza della natura, in genere, riesco a rilassarmi. Specialmente se l’orizzonte si staglia molto in lontananza, come succede guardando il mare o trovandosi nel mezzo del deserto o della prateria.

Non avendo a disposizione in questo momento nè mare, nè deserto, nè prateria, un buon sostituto riesco a trovarlo in How the Spark Loves the Tinder.

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Meg Baird – Don’t Weight Down the light

Tania Moretta per TRISTE©

Così cominciai ad interrogarmi sul mondo e sulle cose del mondo, non discorsi complicati, non sillogismi o logiche filosofiche, iniziai ad interrogarmi sul mondo e sulle cose del mondo.

Così cominciai a guardare il volto delle persone che conoscevo ed il modo in cui divennero diversi e strani, ad un certo punto tutti cominciarono ad esibire perversioni adulte!

Così cominciai a girare, deviare, cercare scorciatoie, vicoli unici e sicuri…mi chiusi, nascosi e tutelai dalle cose del mondo e dai volti strani. Creai un mondo nuovo, creai una ragione, una “manna” che non cadesse dal cielo ma nutrisse costantemente il mio sguardo.

Quando iniziavo a credere che i miei discorsi mentali avessero senso, allucinata dal caldo tropicale di un paese apparentemente distante dai tropici, Don’t Weigh Down the Light, l’album della cantautrice di San Francisco Meg Baird, si concluse con l’ultima canzone Past Houses.

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