Mount Eerie – A Crow Looked At Me

Giacomo Mazzilli per TRISTE©

Ora, so benissimo che mi attirerò qualche critica per i miei tempi lunghi e per il fatto che mi ritrovo a recensire un disco che è uscito più di un mese fa, ma la mia giustificazione è che non ho avuto il tempo.

Suona come la più semplice delle scuse, forse la più vera, per Mount Eerie è la risposta giusta. Infatti, A Crow Looked at Me non è un disco per cui si deve avere tempo, è piuttosto il disco stesso a trovarlo. Scavandoti nei momenti in cui il tempo si sospende, graffia la tua imperturbabile agenda fino a quando il graffio diventa un solco.

E poi musica, e poi anima, ed infine, passione, memoria, vita.

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Un Pranzo TRISTE© – Canzoni per il Lunedì di festa e per gli amici

Come ogni anno Aprile inaugura il vero cambio di stagione.

Il caldo, il sole, le gite fuori porta, le passeggiate in montagna e al mare. E le mangiate con amici e parenti.

Anche quest’anno, quindi, non potevamo mancare.

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Ned Roberts – Outside My Mind

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Sono passati 4 anni e mezzo da quando con Giacomo abbiamo dato vita a questo blog/passatempo/divertimento/impegno/stress (a seconda dei momenti).

Oltre alle molte persone che ci seguono e che, a loro volta, sono diventate compagne di viaggio in questa esperienza, l’altra grande soddisfazione che abbiamo avuto in questi anni è stata quella di scovare interessanti artisti per poterveli raccontare.

E ancora maggiore è la gioia quando, a distanza di anni, quegli artisti confermano le nostre prime impressioni.

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Leif Vollebekk – Twin Solitude

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

A mio avviso la cosa più bella del viaggiare è il mangiare i piatti tipici del posto in cui ti trovi.

Se la mia fissazione per il cibo è anche a voi ormai risaputa (in parte anche dalla mia bilancia), in questo caso è legata al fatto che, da buon Italiano, ritengo che uno dei modi migliori per comprendere a fondo la cultura di un luogo è assaggiare il cibo che la gente è solita mangiare: le tradizioni culinarie possono infatti dire molto della storia e del tessuto sociale di un certo posto.

E ovviamente anche la musica.

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Vagabon – Infinite Worlds

Marica Notte per TRISTE©

Quando si hanno poche cose da dire è perché si vive regolarmente senza intromissioni di contro-regole.

Quando la tua vita è uno spostamento tra tre piccoli luoghi geografici italiani le cose non cambiano molto (solo la lingua del volgo cambia). Quando si vorrebbe avere una vita a metà tra le avventure di Indiana Jones e il Diario di Bridget Jones (solo ora noto l’omonimia del cognome), ma gli ostacoli principali sono le vertigini, il non sopportare insetti mortali, il non saper gestire molti maschi nello stesso tempo, allora semplicemente (e questo non implica direttamente l’accontentarsi) prendi atto che il volere una visione romantica della vita non è direttamente proporzionale al poter averla.

E il rischio è quello di creare un cerchio in cui tutto si ripete. Il cerchio, però, è una figura geometrica perfetta.

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