Girlpool – Powerplant

Giacomo Mazzilli per TRISTE©

Chissà se mai Wayne Coyne si ricorderà della serata in cui mi salvò la vita.

A Milano all’Alcatraz, uno dei concerti più belli che abbia mai visto: un elogio alla follia ed alla felicità, a concentrarsi a fondo sul non prendersi seriamente, ad aprire le braccia alla vita, alla follia, alla spontaneità senza limiti. A riconoscere l’amore: Do You Realize? Continua a leggere

Cathedrale – Total Rift

Giacomo Mazzilli di (a,da,in,con,su,per,tra,fra) TRISTE©

Prendi tutto: calzini, mutande, camicie stirate, scarpe eleganti. Pronto a stare in piedi per 10 ore e 10 negroni di fila (se pensi sia un’affermazione razzista, è colpa tua).

Torni a casa (non la tua) all’una di notte un po’ brillo, metti la sveglia che alle 7 si riparte. E via così per una settimana. Chissà se i Cathedrale da Toulouse, hanno mai fatto il Salone del Mobile di Milano.

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TRISTE #Marsiglia – Top 10 2016

15622342_10154778358188698_4229002169120166556_nGiacomo Mazzilli di, da, per, a TRISTE©

I’m a mess. Al punto che questo 2016 mi ha completamente mandato fuori fase. La maggior parte delle persone lo definirebbe: un anno in cui ha avuto poco tempo. In realtà credo sia stato un anno in cui ho completamente mandato in caos le mie priorità, per delle giuste cause, poi mi sono ritrovato a dover resettare il tutto per ritrovarmi qui.

Una manciata di dischi a definire questo mess, in cui appariranno dischi per i quali “non ho avuto il tempo” di scrivere un recensione.

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Girl Ray – Trouble

girl-rayGiacomo Mazzilli di, da, per, a TRISTE©

I come with troubles.

Forse dovrei scriverlo dappertutto prima di intraprendere qualsiasi percorso. Mi piace adagiarmi sul fondo delle cose pancia all’aria e osservare tonnellate di informazioni sospendersi sopra di me. La reattività non è il mio forte in questo tipo di cose.

Ma perché mai dovrebbe esserlo?

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Bon Iver – 22, A Milion

jv1Ho in mente una strada, piena di neve. Una cosa tipo l’inizio di Fargo, con quelle macchine familiari dai fianchi in legno. Poche persone a colorare un paesaggio piatto, monocromatico, inespugnabile. Una di quelle cose che dicono “AMERICA” appena le vedi. Più del ragazzo sul ponte della nave de La Leggenda del Pianista sull’Oceano.

È l’immagine che ho in testa tutte le volte che ascolto Calgary, una delle mie canzoni preferite. Un nome che mi ricorda le olimpiadi invernali che guardavo per ore alla televisione con mia mamma. Ogni tanto rimpiango l’intensità di quei momenti.

In verità, non c’è nessun rimpianto, ma solo un po’ di nostalgia: Nostalgia was better in the old days (cit.)

Messe insieme, sono forse queste le doti di Justin Vernon: intensità, nostalgia, profondità. Continua a leggere