King Creosote – From Scotland With Love

Io non bevevo whisky. Il motivo era un semplice errore: quando assaggiai per la prima volta questo distillato lo feci con del bourbon, per altro di bassissima qualità (leggi Jack Daniel’s) e feci una sbagliatissima generalizzazione. Poi, non ricordo nè quando nè come, assaggiai uno scoth whisky scozzese. E fu amore.

Dalla Scozia con Amore, appunto. Come il nuovo album di Kenny Anderson, ai più noto come King Creosote. Eccovi la nostra review.

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Honeyblood – Honeyblood

Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. Dietro una grande donna, c’è sempre tanto lavoro (?). Mi piace partire così, con stereotipi femministi che fanno tanto Secolo scorso (cioè ventesimo, 1901-1999 ndr). Lo dico perché ieri ero sulla metro ed è entrato un tipo col kilt scozzese e mi ha subito fatto ricordare che le Honeyblood sono di Glasgow. La cittá piú pericolosa del Regno Unito.

Ma nondimeno, mi ha ricordato la forza degli stereotipi e dei pregiudizi. Una breve descrizione del personaggio a questo punto mi sembra necessaria: 50 anni e rotti, cresta lunga 10 cm e tenuta su con probabilmente sei bombolette di lacca spray (thank you, firmato buco dell’ozono), camicia bianca e giacca nera in pelle con le borchie, kilt in tweed verde e blu, infradito nere. Non è finita, aveva una decina di piercing distribuiti casualmente sul corpo  – tipo Mikado (il gioco) –  e dulcis in fundo, smalto dorato alle dita dei piedi. Così, a spregio.

Anyway, il punto è che nessuno sulla metro ha fiatato, riso o guardato il personaggio con quello sguardo del tipo:” ma pensa te!”. Nessuno, e tutti l’abbiamo chiaramente notato.
Ecco, se volevate uno stereotipo dell’Inghilterra, ve l’ho appena descritto.

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Allo Darlin @the Lexington, London – 23/07/2014

Il bassista degli Allo Darlin è il mio nuovo idolo. Come potrebbe non esserlo quando, con la sua band (che dovrebbe prevedere due persone ma ieri era in “solo”) Moustache of Insanity, introduce l’ultima canzone con un: “this is a song” seguito da una risata incredibile. Ah-Ah.

Ho iniziato con un aneddoto divertente (almeno per me buahah), ma avrei potuto iniziare parlando del Lexington pub, luogo culto per gli amanti della musica indie che tutte le settimane oltre a live incredibili, ospita ogni lunedì il Pub Quiz della Rough Trade (ecco il prossimo se foste interessati). Per me è stata incredibilmente la prima volta, dato che non sono famoso per la mia puntualità ed essere puntuali quando escono i biglietti dei live qui, è fondamentale.

La sala è piccola, ma splendida, tiene più o meno 150-200 persone al massimo, ed il suono è spettacolare. Davvero. La sera prima ero ad un altro concerto, in un posto ben più grande ed il suono è stato senza dubbio il motivo per cui non saprete mai chi suonava. Allo Darlin Lexington Continua a leggere

Alvvays – Alvvays

Luglio col bene che ti voglio, da quando vivo a Londra tanto bene non ti voglio più. Già perché adesso voglio sposare Archie pure io. Ah-Ah. Non posso nemmeno giustificarla con il caldo, la cotta che mi sono preso per una meravigliosa band Canadese: gli Alvvays.

Tutto merito di Archie, a cui è intitolata la splendida Archie Marry Me (prometto che dopo averlo nominato tre volte in 4 righe, non lo nominerò mai più o lo chiamerò più semplicemente l’Innominabile). Scherzi a parte, si tratta di un pezzo veramente bello che rispecchia piuttosto fedelmente il modo di fare musica del quintetto di Toronto.

Un surf rock perfetto per l’estate, quella che voi state vivendo e quella che io sto immaginando, mentre sto seduto su questa scrivania bianca di fattura svedese e guardo l’orizzonte lontano dove un cielo scuro incombe in lontananza. 18 gradi o giù di lì, la temperatura perfetta per lavorare.

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The National + Phosphorescent @Iveagh Gardens – Dublin, 18/07/2014

Il Londinese mi ha raggiunto a Dublino la sera prima (immediatamente dopo la fine del live di Phosphorescent nel pre-show al The Worksman Club). Come al solito avevo già segnato una buona quantità di posti interessanti dove sarei voluto andare (a mangiare, che altro?) e per pranzo siamo stati (in buona compagnia) in un posto veramente ottimo (questo), che vi consigliamo vivamente nel caso siate di passaggio nella capitale irlandese.

Cosa c’entra questo con il live? Non lo sappiamo, ma era una anticipazione del fatto che se continuiamo così forse ci trasferiremo su Trip Advisor, o forse più semplicemente per dire che la giornata era già iniziata molto bene. Per concludersi ancora meglio con un concerto veramente emozionante.

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