Vagabon – Infinite Worlds

Marica Notte per TRISTE©

Quando si hanno poche cose da dire è perché si vive regolarmente senza intromissioni di contro-regole.

Quando la tua vita è uno spostamento tra tre piccoli luoghi geografici italiani le cose non cambiano molto (solo la lingua del volgo cambia). Quando si vorrebbe avere una vita a metà tra le avventure di Indiana Jones e il Diario di Bridget Jones (solo ora noto l’omonimia del cognome), ma gli ostacoli principali sono le vertigini, il non sopportare insetti mortali, il non saper gestire molti maschi nello stesso tempo, allora semplicemente (e questo non implica direttamente l’accontentarsi) prendi atto che il volere una visione romantica della vita non è direttamente proporzionale al poter averla.

E il rischio è quello di creare un cerchio in cui tutto si ripete. Il cerchio, però, è una figura geometrica perfetta.

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Blonde Redhead – 3 O’Clock

Albert Brändli per TRISTE©

Nel cervello esiste una sostanza chiamata ossitocina, un neurormone in grado di scrivere nel nostro cervello quali siano le persone, gli animali o le cose che ci rendono felici. Fin dal momento in cui veniamo alla luce. Il primo episodio in cui si scatena l’aumento di questa sostanza è uguale per tutti: la prima poppata.

Era il 2004, mi trovavo al lavoro, e tra colleghi eravamo soliti proporre qualcosa da ascoltare durante il “faticoso” mestiere di tabaccaio. Così, tra un pacchetto di sigarette, una schedina e una ricarica telefonica, ci nutrivamo di musica, non sempre gradita alla colorata clientela.

Misery Is A Butterfly, era il disco che Alfredo – alias “Il ragioniere” – appasionato lettore de “Il Mucchio”- ci propose quel giorno.

Fu così che (con un po’ di ritardo) feci la mia prima poppata di Blonde Redhead.

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Sodastream – Little By Little

sodastream_littlebylittleFiamma Giuliani per TRISTE©

Ci si può innamorare in vari modi. Per me, spesso, l’amore nasce da un colpo di fulmine: bastano un dettaglio, una parola o un gesto e mi batte forte il cuore e l’oggetto della folgorazione entra nei miei sogni e nei miei pensieri.

Non so dire cosa mi conquisti esattamente, ma so precisamente il momento in cui scatta la passione e, quasi sempre, si tratta di un sentimento duraturo che cresce con il passare del tempo.

Ero molto curiosa di ascoltare Little By Little, album autoprodotto che segna il ritorno dei Sodastream dopo dieci anni, ma non mi aspettavo di innamorarmi.

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Tim Darcy – Saturday Night

timdarcysaturdaynightEmanuele Chiti per TRISTE©

Dal primo album degli Ought che ascoltai (More Than Any Other Day) rimasi folgorato dalla traccia numero tre, Habit: era come se i Talking Heads avessero ripreso le chitarre in mano e, seguendo la lezione del noise anni 80/90, avessero composto una traccia scintillante (e pure di più).

Da quel momento li ho persi di vista, ma ecco il frontman Tim Darcy che rispunta fuori con un disco solista.

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Bendith – S/T EP

bendith_epGiulia Belluso per TRISTE©

Quando ero bambina ricordo che insieme a mio fratello passavamo interi pomeriggi a progettare e erigere vere e proprie fortezze.

Spostavamo i letti, prendevamo tutti i cuscini di casa e qualche peluche per definire l’altezza del feudo e con lenzuola e coperte creavamo passaggi segreti e tetti del nostro impero.

Immaginavamo persino di avere il perimetro circondato da un fossato pieno di coccodrilli per ostacolare gli assalitori e ogni volta che dovevamo uscire ci affidavamo al nostro solido e ben costruito ponte levatoio interamente creato da morbini cuscini in piuma d’oca.

Quando si è piccoli si ha una fantasia dolce e bizzarra.

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