Olivia Chaney – The Longest River

Francesco Amoroso per TRISTE©

Anni fa, credo fosse il 1986, ascoltai una canzone che si chiamava Weak In The Presence Of Beauty. La cantava un gruppo semisconosciuto, i Floy Joy, e non ebbe grande fama (l’anno dopo la rifece Alison Moyet, ex Yazoo, e fu un successo planetario).

Eppure quel titolo, che fosse inteso in senso ironico o meno, ha continuato a tornarmi in mente regolarmente, che fosse per l’incontro con una ragazza, per la scoperta di un’opera d’arte, per una vista mozzafiato o per l’ascolto di una canzone.

Sì, divento davvero debole in presenza della Bellezza. In sua presenza non so cosa fare, come comportarmi, cosa dire. Mi succede forse più raramente di una volta (evidentemente il cinismo portato dall’età è una buona corazza anche contro la Bellezza) ma continua (fortunatamente) a succedere.

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Shana Cleveland & The Sandcastles – Oh Man, Cover The Ground

Peppe Trotta per TRISTE©

Giorni lenti e poco produttivi si alternano a giorni densi, pieni di cose da fare, che non lasciano il tempo necessario a poterci dedicare a tutto ciò che ci piace, che vorremmo fare.

Sarebbe bello riuscire a distribuire in modo omogeneo gli impegni, ma un po’ perché la vita è un costante imprevisto, un po’ perché la nostra è la generazione del last minute, questa possibilità sembra destinata a rimanere pura utopia. Ci tocca quindi accettare lo stato delle cose, che tra l’altro non sempre è negativo.

Perché vi racconto questo per parlarvi di Oh Man, Cover The Ground? Per  voi rimarrà un mistero, ma abbiate fiducia, un nesso esiste.

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The Tallest Man on Earth – Dark Bird Is Home

Qualche giorno fa è morto BB King. Mi ricordo quando lo vidi a Glastonbury qualche anno fa. Devo dire che anche se non sono mai stato un fanatico di blues, l’ho sempre apprezzato, così come ho sempre apprezzato il repertorio del Re, senza averlo mai particolarmente approfondito.

Di certo, averlo potuto vedere dal vivo, è una grande fortuna e come in tanti altri casi, un modo per capire meglio la statura dell’artista. Ad 80 anni suonati, fare una session da un’ora scarsa di blues da brividi, note che andavano dritte all’anima. Una passione incredibile, come quella che qualche anno dopo riuscì a rivelare Jens Kristian Mattson in arte The Tallest Man on Earth, al Forum di Kentish Town, Londra.

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A Grave With No Name – Feathers Wet, Under The Moon

Peppe Trotta per TRISTE©

Un’uggiosa domenica di Maggio. Aspetti il giorno in cui potrai godere di tutto il tuo tempo,  della luce del sole, del tepore della stagione primaverile e ti ritrovi dietro i vetri ad osservare un’incessante pioggia nella penombra del cielo gonfio di nuvole.

La musica come sempre viene in soccorso anche se (parafrasando Mr. Johnson) non può salvarti da un’imprevista giornata grigia. AGraveWithNoName_FeathersWet Continua a leggere

Elvis Depressedly – New Alhambra

Una delle domande che più spesso ci viene fatta è: perchè avete chiamato il blog “TRISTE”? Un motivo preciso non lo sappiamo mai dare. Il fatto è che ci piaceva.

In verità un doppio motivo c’è: diciamo che io non sono propriamente la persona più solare del mondo (spesso nemmeno negli ascolti). Ma sono molto autoironico. E usare  TRISTE come nome è un bel modo per unire questi due aspetti.

L’altro motivo è invece inverso: il mio collega e co-founder ex-londinese e neo-marsigliese (prometto che cercherò di non aggiungere altri “-” per il resto della review) è invece una delle persone più entusiaste e solari che conosca. Se penso a lui, lo penso con il sorriso stampato in faccia. Ecco, per lui la ragione può essere quindi una ironica contrapposizione.

Tipo quando chiamavate il vostro amico un po’ sovrappeso “lo smilzo”. Ehm…

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