Tomberlin – At Weddings

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Arriva un certo periodo della vita di ciascuno di noi in cui intorno a te sembra che tutti si stiano sposando.

Non proprio tutti ovviamente. Ma molti dei tuoi amici, superati i 30, cominciano a convolare a nozze. E ogni anno che passa sono sempre di più, ma soprattutto sono sempre di più i matrimoni che si accavallano lo stesso anno.

Oltre a generare una certa pressione (almeno nelle coppie) e a far sentire ancora maggiormente il peso degli anni che passano, i matrimoni (specialmente in Italia) costituiscono anche un cospicuo dispendio economico.

Ma almeno sono un’ottima occasione per aggiornare il guardaroba.

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Jesse Woods – Autoflower

Albert Brändli per TRISTE©

L’estate non è ancora finita che i manichini nelle vetrine sono già agghindati come se fosse Novembre, e a me questa cosa proprio non va giù.

Non perché non ami particolarmente le stagioni meno calde, nè per il fatto di dovere indossare più di un capo alla volta. Più semplicemente perché adoro l’estate, il mare, la campagna e le colonne sonore che d’improvviso si accendono.

Ad un certo punto, però – ahimè – l’estate finisce, i primi ciclamini cominciano a sbocciare, e la musica cambia.

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Monk Parker – Crown of Sparrows

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Sarà perchè vivo in Italia, ma Agosto lo considero il mese del mare e della vacanza, e soprattutto il mese in cui poter staccare un po’ da tutto. Dal lavoro, sì, ma anche dalle novità musicali.

Per questo non capisco mai fino in fondo la scelta di far uscire dischi in questo periodo (quantomeno nell’emisfero boreale). Soprattutto quando gli album presentano sonorità che, al mio orecchio, associo più a del whisky e al fuoco di un camino (o di un bivacco in una prateria).

Per questo Monk Parker continua a spiazzarmi. Ma io continuo a non pensarci ed ascoltare la sua splendida musica.

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Jen Cloher – s/t

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Una delle passioni che mi porto dietro da quando sono piccolo (davvero molto piccolo) è l’amore per i film di Woody Allen.

Quello che sin dall’inizio carpì la mia attenzione erano la raffinata ironia dei personaggi, il prendere in giro il pezzo di società di cui al tempo stesso si è parte integrante, e ovviamente la marcata ipocondria di Woody, tratto che già da piccolo coltivavo in me con certosina precisione.

Ricordo però che vedere questi film era per me anche una piccola sofferenza: sapere che esisteva una persona come lui era demoralizzante per me, che avrei voluto essere così (no, non vorrei sposare una mia ipotetica figlia) ma non avrei mai potuto essere come lui, proprio perchè già c’era lui.

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Un Ferragosto TRISTE© – Canzoni per i saraghi e per i poeti

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Il tratto di costa ligure (ma al confine con le Alpi Apuane, il marmo di Carrara e la Toscana) che va da Portovenere a Tellaro è conosciuto come il golfo dei poeti.

Le calette e i piccoli borghi a strapiombo sul mare hanno visto passare, tra gli altri, Lord Byron e Shelley, D’Annunzio, Montale e Attilio Bertolucci.

Mentre la frazione de Le Grazie ha dato i natali a Giovanni Giudici.

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