Blueboy – If Wishes Were Horses (Sarah Records, 1992)

Francesco Amoroso per TRISTE©

“Nothing is purer than intense beauty”.

Era difficile, nei primi anni novanta, per un post adolescente maschio italiano, per di più residente in provincia, manifestare i propri sentimenti e la propria nostalgia verso l’infanzia, senza rischiare di essere etichettato come una femminuccia.

Così, mentre tutti i miei coetanei scapocciavano ascoltando i Nirvana e il grunge (e si ammazzavano di canne), personalmente mi trovavo in qualche imbarazzo a urlare ai quattro venti la mia sconfinata passione per la Sarah Records,  piccola etichetta di Bristol, e per le sue straordinarie band, The Field Mice, Brighter, Blueboy, The Orchids.

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Hannah Scott + Chelsea Bridge @Unplugged In Monti @Black Market – Roma, 25-09-2014

A volte succedono cose strane….com’era la storia della farfalla che sbatte le ali dall’altra parte del mondo e ti ritrovi una raccomandata dell’Acea per avvertire che ti verrà tagliata la luce per non aver pagato una bolletta che hai pagato? Beh, quella storia lì insomma.

E così una volta succede che su un blog italiano viene fatta una recensione (dalla metà londinese) e una bravissima (ma poco conosciuta) artista neo-zelandese si trasferisce prima a Londra e si ritrova poi a Roma ad aprire il concerto di Hannah Scott.

Nuova serata per Unplugged in Monti. Ad aprire la giovane artista inglese c’è Chelsea Bridge, e noi siamo molto contenti.

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Sondre Lerche – Please

Trarre ispirazione dalle delusioni, amorose e non, è un clichè abbastanza comune di molti artisti. Il risultato, in genere, sono canzoni strappalacrime e/o melanconiche sul quanto era bello (o brutto) prima e molte altre variazioni sul tema. Da relazioni terminate sono nati grandi capolavori (ma anche robaccia).

Meno comune è invece tirar fuori un disco che, pur senza andare off topic, riesca ad infondere tutt’altro mood. Per la serie “manuali di musica pop”, Sondre Lerche e il suo nuovo album. Please, ascoltate con attenzione.

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Tiny Ruins @Unplugged in Monti @Black Market – Roma, 18-09-2014

Marica Notte per TRISTE©

Sono ritornata da poco a Roma. Per un lungo periodo sono stata in una terra a non molti chilometri di distanza, anche se una volta arrivati lì, Roma sembra lontanissima. Certo non lontano come la Nuova Zelanda, che per arrivarci non basta più un treno, non basta nemmeno prendere un solo aereo.

E la Nuova Zelanda è il paese di provenienza della band che ieri sera ha aperto ufficialmente la quarta stagione della mai troppo elogiata rassegna Unplugged in Monti: Tiny Ruins.

Una piccola nota di sincerità: non avevo mai ascoltato nulla di questa band, prima di ieri sera.. ma oggi, a distanza di poche ore, posso dire che sarà ufficialmente nelle mie personal playlists.

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Marie Collins – Hands Over Ears EP

Non so se è per tutto quel buonissimo whisky, ma in Scozia sembra esserci una diffusa atmosfera di dolcezza. Quantomeno in ambito musicale. E se il nome dei Belle & Sebastian dovrebbe spiegare questa mia (azzardata?) affermazione, certo non è solo la band di Stuart Murdoch a fare della Scozia una delle indiscusse patrie dell’indie pop.

Per aggiungere tenerezza a questa splendida terra, oggi vi parliamo di una nuova interessante artista: da Glasgow, Marie Collins e il suo Hands Over Ears.

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