Ariel Pink – Dedicated to Bobby Jameson

Francesco Giordani per TRISTE©

  Dedicato a Claudio Giordani (mio padre)

Mio padre mi regalò un impianto stereo, contro la mia volontà, quando avevo undici anni.

All’epoca la musica non accendeva granché le mie fantasie, avrei preferito un paio di Cult, eppure mio padre, in virtù di un passato di rocker pre-punk mai rinnegato (smise infatti di comprare novità discografiche, collezione di vinili alla mano, attorno al 1978), reputò quel gesto pedagogicamente necessario.

Probabilmente, anzi certamente, quando lo stereo andò ad occupare il posto che tutt’oggi gli spetta in salotto, non lo ringraziai. Del resto come avrei potuto immaginare che la mia esistenza era appena cambiata per sempre, in maniera del tutto irreversibile?

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Courtney Barnett & Kurt Vile – Lotta Sea Lice

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Succede a volte di incontrare delle persone con cui, dopo pochi minuti, sembra di essere in perfetta sintonia.

Una sorta di colpo di fulmine, ma senza nessuna implicazione sentimentale. La percezione di avere un vissuto condiviso, seppur distante (nel tempo e nello spazio), una visione del mondo simile o, ancor meglio, complementare.

“Pochi momenti come questo belli” – per citare Saba – “è dato, sotto il cielo, di vedere”.

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Yaeji

Sara Timpanaro per TRISTE©

Fin da ragazzina, tutto ciò che era diverso da me colpiva subito la mia attenzione.

Un suono, un volto, una lingua straniera diventavano una bella giustificazione per evadere da ogni contesto abitudinario. A sostenere le mie fantasie anche una coppia di genitori che giocavano ai grandi viaggiatori.

Ciò ha permesso di coltivare ulteriormente la mia curiosità.

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Dana Gavanski – Spring Demos

Peppe Trotta per TRISTE©

Un gesto sincero, una parola di conforto al momento giusto, quando si avverte che chi abbiamo accanto ne sente la necessità.

A volte basta poco per fare molto e non occorre perdersi in complesse elucubrazioni quanto sapersi affidare alla disarmante forza della semplicità, espressa in modo diretto mantenendosi distanti da ogni inutile e artificioso orpello.

Della cristallina bellezza che si espande da simili momenti è piena la musica di Dana Gavanski.

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Nadine Shah – Holiday Destination

Fiamma Giuliani per TRISTE©

A volte mi capita di essere attratta da una copertina.

Basta una brutta foto o un’immagine banale e rischio di perdermi un libro interessante o che potrebbe piacermi; al contrario, una rappresentazione invitante o che cattura la mia attenzione può farmi prendere in considerazione temi o argomenti pure inesplorati o per me incongrui.

Quando ho visto la foto sulla cover del nuovo album di Nadine Shah, sono rimasta profondamente colpita da quell’immagine di un palazzo semidistrutto, che suggerisce un’atmosfera di guerra e tragedia.

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