Portico – Living Fields

Cambiare direzione è sempre un dilemma. Chi lascia la via vecchia per la nuova… Però contemporaneamente cambiare può aprire nuovi orizzonti e prospettive.

Ma visto che i nostri avi ci insegnano che In medio stat virtus, anche a questo dilemma possiamo trovare una soluzione: cambiate, sì, ma non troppo.

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Ibeyi – Ibeyi

Di tutte le cose che mi contraddistinguono ce n’è una di cui vado orgoglioso. È l’imprevedibilità che a volte si scatena sulle ali del mio entusiasmo.

È quella che mi fa saltare da un argomento all’altro senza necessità di continui logici; quella che mi fa saltare dal disco di Natalie Prass a quello delle Ibeyi; quella che mi fa pensare di lasciare Londra, amici che adoro, un paese che porterò sempre nel cuore per andare a vivere in un altro paese, una nuova esperienza.

Il cuore. Si dice che al cuore non si comanda mai.

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Rhò – Nebula EP

Siamo a fine Ottobre, ma ancora le temperature sembrano non essersene accorte. Sono tornato a casa nel week-end appena passato e anche mia nonna ha sottolineato che pure io (sì, pure io che in genere mi vesto a 7 strati solo perchè ci sono 3-4 gradi di meno rispetto al solito) andavo in giro solo con la t-shirt come d’estate.

Ma è fine Ottobre. E sarebbe giusto che il clima rispettasse il calendario. Almeno secondo me. Anche perchè cominciano ad uscire dischi che trovano il loro naturale microclima nelle temperature più rigide. Un po’ come Nebula, il nuovo lavoro Rhò.

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Chet Faker – Built On Glass

Quando vivi in un paese straniero riesci a capire meglio quali sono le differenze culturali fra paesi diversi. Lo capisci quando passi la Manica, e lo capisci principalmente nel momento in cui realizzi che, con tutti gli sforzi del caso, sarai per sempre italiano.

Ora però, basta con le speculazioni, perché, come dice Chet Faker, Talk is Cheap.

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East India Youth – Total Strife Forever

East India Youth è uno che guarda dritto negli occhi.

Dopo averci fatto saltare dalla sedia in occasione del primo singolo Heaven, How Long (primo artista per “The Quietus” – che inizio!), averci fatto tirare fuori parole al miele nella recensione ed averci fatto alzare presto l’anno scorso per andarlo a vedere alle 12 al Field Day, William Doyle ci ha regalato un album da top10 2014. Che bello!

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