Leif Vollebekk – Twin Solitude

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

A mio avviso la cosa più bella del viaggiare è il mangiare i piatti tipici del posto in cui ti trovi.

Se la mia fissazione per il cibo è anche a voi ormai risaputa (in parte anche dalla mia bilancia), in questo caso è legata al fatto che, da buon Italiano, ritengo che uno dei modi migliori per comprendere a fondo la cultura di un luogo è assaggiare il cibo che la gente è solita mangiare: le tradizioni culinarie possono infatti dire molto della storia e del tessuto sociale di un certo posto.

E ovviamente anche la musica.

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Nadia Reid – Preservation

Albert Brändli per TRISTE©

La primavera tarda ad arrivare, e con essa anche la voglia di camminare per le selvagge terre del luogo in cui vivo.

Non che la pioggia o il vento siano gli unici deterrenti… è che a me piace farlo mentre fuori il sole è alto.

Di certo non è quello che avrà pensato Nadia Reid mentre girava in toure, perchè no, alla ricerca di ispirazione, l’intero globo. E sembra che l’abbia proprio trovata.

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Bendith – S/T EP

bendith_epGiulia Belluso per TRISTE©

Quando ero bambina ricordo che insieme a mio fratello passavamo interi pomeriggi a progettare e erigere vere e proprie fortezze.

Spostavamo i letti, prendevamo tutti i cuscini di casa e qualche peluche per definire l’altezza del feudo e con lenzuola e coperte creavamo passaggi segreti e tetti del nostro impero.

Immaginavamo persino di avere il perimetro circondato da un fossato pieno di coccodrilli per ostacolare gli assalitori e ogni volta che dovevamo uscire ci affidavamo al nostro solido e ben costruito ponte levatoio interamente creato da morbini cuscini in piuma d’oca.

Quando si è piccoli si ha una fantasia dolce e bizzarra.

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Ali Burress – Dwell

aliburress_dwellVieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Non ricordo tutto dei miei 19 anni.

Finito il liceo avevo iniziato l’Università a Pisa. Ricordo il mio primo esame, Gnoseologia, su testi di Quine e Davidson (filosofi analitici). Ricordo che ancora giocavo a calcio con una certa “professionalità” e che avevo un gruppo con cui suonavo.

Ricordo che come adesso facevo tantissime cose contemporaneamente e che, come adesso, questa cosa mi generava un sacco di stress.

Forse avrei avuto, anche allora, bisogno di ascoltare una voce come quella di Ali Burress.

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Charlie Cunningham – Lines

charliecunningham_linesFiamma Giuliani per TRISTE©

Amo camminare in città.

Anche se a Roma (tra le salite e le discese, le buche, i guidatori indisciplinati e distratti e la segnaletica non sempre evidente) può essere piuttosto pericoloso, soprattutto per chi, come me, anziché concentrarsi sulla strada rischia di perdersi in un particolare o nella musica che sta ascoltando.

Con Lines, album di debutto del britannico Charlie Cunningham, durante uno dei miei tragitti casa/tribunale, ho rischiato di arrivare tardi e di perdermi non solo nella musica, ma anche in un quartiere che conosco piuttosto bene.

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