Califone @Unplugged in Monti @Black Market – Roma, 24/11/2014

Ci sono artisti che più di altri ti entrano dentro. Ma se a volte ci sono dei motivi (un ricordo, un momento o un periodo della tua vita) per questo stretto legame, altre volte non sapresti dire il perchè di tanta passione.

Io non lo so di preciso perchè da molto tempo le note (e soprattutto le parole) di Tim Rutili mi causino i brividi. Forse è semplicemente il fatto di trovarsi di fronte ad un grande artista. E trovarlo di nuovo a Roma, questa volta per Unplugged in Monti, è una immensa gioia.

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French for Rabbits + Fraser Ross @Unplugged in Monti @Black Market – Roma, 11/11/2014

Le distanze a volte allontanano. Ci si promette di rimanere in contatto, ma capita di perdersi. Non sempre è così però: a volte le distanze rafforzano i legami e fanno capire quanto certe persone ti saranno sempre vicine, a prescindere dai chilometri.

Questa intro insopportabilmente dolciona era per dire che oggi è il compleanno di #TristeLondra che non solo è uno dei più grandi divoratori di musica che io conosca ma è soprattutto uno dei miei più cari amici. (Ora potete spulciare facebook per vedere chi compie gli anni oggi e capire chi è che si nasconde dietro il blog eheh).

E a proposito di distanze, per la nuova tappa di Unplugged in Monti, il Black Market ha ospitato degli artisti che vengono dalla parte del mondo più lontana dall’Italia (per essere precisi la parte del mondo più lontana dall’Italia è questa): la Nuova Zelanda.

French for Rabbits. Eccovi la nostra nuova review. Godetevela tutta.

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Jeff Tweedy @London Palladium – 04-11-2014

Jeff Tweedy è come l’orizzonte, un oggetto lontano, irraggiungibile, ma non solo. È un pensiero astratto. I’ve heard you say: dreams don’t matter. Beh, caro Jeff, te lo dico io se i sogni non contano.

Il mio primo sogno si avverò quando andai a vedere dal vivo gli Smashing Pumpkins a Bologna. Ero un pischello, era il 2000. Mi ricordo ancora benissimo tre cose: il giorno in cui andai da mio babbo dicendogli che io sarei andato al concerto, che lo volesse o no; il momento in cui sulla prima nota di Bullet With Butterfly Wings ci guardammo negli occhi io e il mio migliore amico con preoccupazione, dato che in un centesimo di secondo si sarebbe scatenato il pogo estremo; le mie giornate passate ad ascoltare tutte le parole di Billy Corgan. Imparai l’inglese mosso dal desiderio di capire cosa dicesse in quelle canzoni.

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Alvvays + Real Estate @ Shepherd’s Bush Empire

Quando ero alle medie, mi ricordo che c’era una ragazza carina. Non era bella, ma semplicemente piaceva a tutti, al punto che riuscire a limonare con lei sarebbe stato un achievement da stamparsi in petto e mostrare con orgoglio.
Quando successe a me (di limonarla), ricordo che provai ben poco. Ero più interessato al “dopo”: dire a tutti che l’avevo fatto. Io ero innamorato di Evelyn.

Andare al concerto dei Real Estate è stato come limonare la più bella del liceo: un po’ lo fai perché apprezzi le sue qualità, ma soprattutto lo fai per dirlo agli altri. È l’opposto dell’onanismo.

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Fear Of Men + Flowers @ Concrete – London – 02/10/2014

La realtá é che il concerto dei Fear Of Men é iniziato martedí scorso quando, stupidamente, mi sono presentato alla porta del Concrete, salvo poi realizzare che era chiusa. Dovevo leggere meglio e comprendere che era Thursday la parola scritta vicino alla data del concerto, non Tuesday come credevo.

Poco male, due giorni di preavviso mi sono serviti a rispolverare il mio amore per Loom e due ore di serata a scoprire quello nuovo verso Jess Weiss.

La mia Vespa mi porta a Shoreditch in tempo per trovare spazio fra le prime file del Concrete, uno spazio che più underground non si può: è un basement dal soffitto basso, tubi a vista, tutto cemento (ma dai?!?), ma concepito splendidamente. Minimal-chic. Servono Averna, Cynar e birra Moretti. Sarà una grande serata.

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