Bored Nothing – Some Songs

Peppe Trotta per TRISTE©

Oggi mi sono svegliato con stampato sul viso un sorriso nostalgico. Non esiste un perché. Accade e basta. Mi alzo e ho questa sensazione addosso che mi accompagna tutto il giorno. Ripenso alle cose belle del passato, sia recente che remoto (ma non troppo, non sono un dinosauro). Mi ritorna la voce di mio nonno, le discussioni infinite con gli amici, l’odore della torrefazione vicino la sede dell’università.

In giorni cosi ho solo due possibili scelte musicali: qualcosa che arrivi dagli adorati anni ’90 o qualcosa che ne serbi forte il ricordo. Oggi ho scelto Some Songs di Bored Nothing.

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Barbarisms – Barbarisms

Per lavoro (e non solo) sono spesso in viaggio. Proprio oggi sto per partire in treno: niente di che, poco più di quattro orette. Che in aereo mi avrebbero potuto portare, per esempio, a Yerevan (in Armenia), a Kazan (in Russia) o in Islanda.

Con addirittura meno tempo (2 ore e 45 secondo flighttime-calculator) sarei potuto arrivare a Stoccolma. E lì avrei potuto trovare uno che di ore di viaggio se ne è fatte molte di più, per lasciare gli States e raggiungere la vecchia Europa.

Oggi vi parliamo del self-titled debut del progetto Barbarisms. Allacciate le cinture (io no, sarò sul treno) e guardate fuori dal finestrino.

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Karen O – Crush Songs

Nell’aereo che mi ha portato a casa, quella temporanea che mi ha accolto per diverso tempo e che probabilmente lascerò fra qualche mese, c’era un ragazzo. Uno di quelli che dice cose del tipo: “io non parlo a gente che non capisce un pezzo come Wedding Song cantato da Karen O”. Insomma, uno che mi somiglia un po’.

Ed osservandolo bene, ho capito il significato del detto: home is where your heart is. Non so cosa dica ad ognuno di voi, quali immagini risvegli nella vostra mente, in quanto a me, fa pensare al mare.

Se sia quello celeste che si sposa incantevolmente con la roccia calcarea del Sud della Francia o quello blu della pietra più scura del Levante Ligure ancora non lo so. Il tempo sarà il miglior giudice. O forse il miglior branzino alla griglia.

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Sequoyah Tiger

Qualcuno mi accusa di essere un po’ “viscido”. Tengo a sottolineare che non è vero: sono solo estremamente socievole. Non è colpa mia se poi qualcuno interpreta in modo erroneo la mia socievolezza e mi debba ritrovare poi ad utilizzare tutte le mie (oramai sempre più raffinate) tecniche di escapologia.

Stabilito con fermezza questo punto (a cui tenevo particolarmente), come non lasciarsi attrarre dal titolo di questa canzone: Slimer Smile. Ehm, sì. Comunque credetemi. Vi prego. E nel frattempo ascoltatevi questa nuova interessante scoperta: dall’Italia, da Verona, Sequoyah Tiger. Yeah.

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Nicol Hawkins – drum machine EP

120 battiti al minuto sono tanti. Può essere normale quando si è sotto sforzo, arrampicandosi magari in salita tornando da una sperduta caletta della riviera ligure o dopo aver nuotato il più veloce possibile per inseguire un branco di saraghi. Oppure quei 120 battiti possono essere dovuti ad un forte spavento. Ma per gli ipocondriaci come me 120 battiti al minuto forse sono solo il segno di dover correre (metaforicamente) dal cardiologo,

Ma non preoccupatevi. Le mie condizioni di salute (per ora), sono normali. 120 beats per minute è semplicemente il titolo della canzone che apre un EP che abbiamo scoperto di recente, di una tanto misteriosa quanto interessante musicista americana. Ecco a voi Nicole Hawkins e il suo drum machine.

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