Marika Hackman – We Slept At Last

Peppe Trotta per TRISTE©

Quarantacinque chilometri circa in poco meno di un’ora, cinque giorni alla settimana. È il mio percorso casa-lavoro. A volte succede che durante questo tragitto mi ritrovi ad attraversare condizioni climatiche differenti con variazioni repentine. Parto con una fitta pioggerella e mi ritrovo dopo un po’ all’asciutto, immerso nella nebbia. Continuo e appaiono sprazzi di sole, finisco per arrivare a destinazione sotto un cielo nuvoloso attraverso cui giunge una flebile luce.

Devo dire che quando succede non mi dispiace affatto. Aggiunge una salutare imprevedibilità alla routine e mi consente di rimanere attento durante la consueta peregrinazione.

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Father John Misty – I Love You, Honeybear

Un verso di Boris Pasternak (sì, quello del dottor Zivago. Sì, citazioni alte oggi) recita, più o meno, così: “Vivere una vita non è attraversare un campo”. Il fatto che queste parole siano all’interno di una poesia che l’autore russo dedica all’Amleto, ne sottolinea ancora di più tutto il peso.

Insomma, vivere non è una passeggiata. Lo sappiamo. E un po’ forse ci piace pure crogiolarci nelle difficoltà. Ma una cosa è importante. Affrontare tutto questo col sorriso. E possibilmente vestirsi bene.

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Departure Ave – YARN

Peppe Trotta per TRISTE©

Alla disperata ricerca di un adattatore poco diffuso ma esistente. Ho cercato in tutti i mega-super-ultra centri delle grandi catene di elettrodomestici, sono andato nei negozi specializzati cittadini. Ho raccolto risposte di tutti i tipi: “non ce lo abbiamo” (gli onesti), “non esiste” (i presuntuosi o semplicemente bugiardi).

Poi per caso entro nel negozio buio di in un piccolo rivenditore del mio paese ed… eccolo! Dove meno te l’aspetti trovi quel che cerchi!

Oggi voglio parlarvi di un disco che mi ha fatto ugualmente esclamare “eccolo!”, un disco che mi ha riconciliato con una parte della scena musicale di casa nostra.

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Natalie Prass – Natalie Prass

My Baby Don’t Understand Me.

Vi avevo mai detto qual’é la cosa che in un batter di ciglio mi fa alzare dalla sedia e gridare al miracolo? Sono i fiati nei pezzi pop. Quelli che ad esempio amava usare Arthur Lee, genio indiscusso del pop psichedelico.

Sara’ il fatto che non sto facendo niente oggi al lavoro o sara’ il fatto che ormai mi dividono due o tre settimane dal trasferirmi nel sud della francia, a me questo disco di Natalie Prass piace da matti.

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Sondre Lerche – Please

Trarre ispirazione dalle delusioni, amorose e non, è un clichè abbastanza comune di molti artisti. Il risultato, in genere, sono canzoni strappalacrime e/o melanconiche sul quanto era bello (o brutto) prima e molte altre variazioni sul tema. Da relazioni terminate sono nati grandi capolavori (ma anche robaccia).

Meno comune è invece tirar fuori un disco che, pur senza andare off topic, riesca ad infondere tutt’altro mood. Per la serie “manuali di musica pop”, Sondre Lerche e il suo nuovo album. Please, ascoltate con attenzione.

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