Dana – Patience (EP)

Pazienza. E’ una virtù poco apprezzata e a volte scambiata per indifferenza. Pazienza. E’ quella che ci vuole quando aspetti per ore un mezzo per poi ritrovarti schiacciato tra la gente.

Patience. E’ la colonna sonora ideale per trovare la giusta calma interiore e superare con il sorriso ogni avversità. Eccovi la nostra nuova scoperta: Dana Foote e il suo delicatissimo folk.

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Chelsea Bridge

Ci sono dei weekend che in modo naturale, risultano perfetti. Niente da fare per due giorni, una corsetta al sole in riva al fiume, una pasta alla bottarga da antologia. Tutto scorre liscio e, a questo punto, c’è solo bisogno di buona musica.

Penso a quella cantante che ho scoperto qualche giorno fa, una neozelandese iperattiva (a giudicare dalle poche informazioni nella descrizione personale e dal ritmo con cui pubblica materiale nuovo), il cui EP è uscito giusto la settimana scorsa. Si chiama Chelsea Bridge ed ha una voce incantevole.

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Marijuana Deathsquads – Oh My Sexy Lord

Bagliori di luce nell’oscurità. Facce con denti affilati. Un mare scuro in continua tempesta. Sangue. Una lunga corsa verso una galassia ovattata in continua esplosione.

No. Non ho fumato nè fatto uso di altre sostante psicotrope. Ho solo cercato di buttare giù l’unica recensione sensata per Oh My Sexy Lord, il nuovo album dei Marijuana Deathsquads.

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Sun Kil Moon – Benji

Credo sia chiaro a tutti che l’ultimo disco di Sun Kil Moon/Mark Kozelek sia destinato a lasciare un segno in questo 2014. Un anno dalle aspettative altissime che dovrebbe anche partorire gli ultimi sforzi di Mark Everett e Jeff Tweedy. Insomma il meglio del meglio.

Non ho citato questi due artisti a caso: sono entrambi americani ed entrambi hanno in comune con Kozelek una sorta di sinceritá/purezza d’animo che rende gli ascoltatori piú appassionati, dei fanatici con le bende agli occhi. Tipo me.

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Elephant

Quando sono sul treno (specialmente se il viaggio è abbastanza lungo), a meno che non sia impegnato in qualche attività concreta (tipo lavorare), mi sorprendo spesso in uno stato al limite tra sonno e veglia, con gli occhi aperti sì, ma con la testa completamente immersa nei pensieri. Questo stato “dreamy” può essere ovviamente amplificato se nelle cuffie ho il giusto sottofondo musicale.

Qualche giorno fa, in viaggio verso le terre natìe, ho accompagnato la parte finale del tragitto con la delicata musica degli Elephant: il rischio di dover farsi venire a prendere in qualche stazione successiva è stato evitato per puro caso.

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