Julia Brown – An Abundance of Strawberries

Forse è finalmente finito uno dei periodi più intensi (lavorativamente parlando) della mia vita. Ovviamente basteranno pochi giorni per trovare nuovi motivi di stress e disperazione (così, perchè mi piace essere una persona positiva e solare).

Quando sono veramente incasinato, a volte mi capita di lasciarmi trasportare dai ricordi, da quell’idea che l’infanzia fosse un periodo spensierato e gioioso che ora non c’è più (che poi chi se la ricorda davvero l’infazia?).

Insomma, come per i Beatles, le fragole della nostalgia.

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Kesang Marstrand – For My Love

Marica Notte per TRISTE©

Le parole messe in fila una dietro l’altra formano frasi e alcune frasi messaggi nascosti. Possono avere o non avere nessuna qualità emotiva. Ogni singola lettera diventa una parola quando ha un senso compiuto (e questo è risaputo) ma anche quando si equilibra con le orecchie di chi ascolta e con gli occhi di legge.

Saperle usare nel giusto modo non è un’impresa facile, perché non sempre si riesce a renderle un mezzo per anticipare o snellire il pensiero altrui (o semplicemente per manifestare le proprie volontà e intenzioni).

Quando perdono forza si appassiscono come una pianta a cui non è stata dedicata abbastanza cura: con il tempo perde vitalità.

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Villagers – Where Have You Been All My Life?

Peppe Trotta per TRISTE©

“Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione”. Mi consola sempre questo pensiero quando mi ritrovo a riflettere su qualcosa che avrei voluto fare diversamente. Non sempre però c’è modo di ritornare sui propri passi e correggersi.

Con le canzoni invece spesso al ripensamento si può dare corpo e lo dimostra Where Have You Been All My Life?

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Hinds – Leave Me Alone

Già di per sé, uno che mi dice Leave me alone me la fa prendere bene. Sarà che sono il più socievole dei solitari, o il più solitario degli estroversi, ma mi capita a volte di dirlo. O forse sono solo circondato da persone invadenti. Ah Ah.

Indipendentemente dal vostro punto di vista, ci sono casi in cui vale la pena mettersi in disparte, prendere il tempo di riflettere, di prendere la rincorsa. In un’epoca soffocata dalla velocità a tutti i costi, sembra quasi un atto rivoluzionario ascoltare un disco, leggere un libro, godersi un bicchiere di Braulio.

Lo so che quelli della mia generazione bevono il Montenegro, ma non è questo il punto né il momento… Leave me alone!

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Blur @Abu Dhabi Grand Prix – 29/11/2015

Quando penso ai miei 14 anni penso soprattutto alle limonate in villa Ceci con Laura. Non so perchè ma ho in testa questa giornata e le sue scarpe Nose.

I miei 14 anni sono stati tanto tempo fa. E come direbbe uno qualsiasi dei miei conterranei: ne è passata di acqua sotto i ponti…

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