Daughter – Not To Disappear

Albert Brändli per TRISTE©

“Stesso posto stessa ora”. Sembra essere lo slogan di uno spot pubblicitario, ma non lo è.

Come qualcuno di voi sa già, dopo essermi rimpinzato ben benino ascolto sempre un po’ di musica (quando ne ho la possibilità). Oggi ad accompgnarmi c’è un paesaggio spettacolare; ricoperta di neve, l’Etna sembra quasi invitare l’osservatore a fare un giro per i suoi freddi sentieri.

Anche affacciandomi all’uscio ne vedo un po’ di quella neve che sembra attecchire, prospettando una gelida e inusuale domenica siciliana.

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Julia Brown – An Abundance of Strawberries

Forse è finalmente finito uno dei periodi più intensi (lavorativamente parlando) della mia vita. Ovviamente basteranno pochi giorni per trovare nuovi motivi di stress e disperazione (così, perchè mi piace essere una persona positiva e solare).

Quando sono veramente incasinato, a volte mi capita di lasciarmi trasportare dai ricordi, da quell’idea che l’infanzia fosse un periodo spensierato e gioioso che ora non c’è più (che poi chi se la ricorda davvero l’infazia?).

Insomma, come per i Beatles, le fragole della nostalgia.

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Kesang Marstrand – For My Love

Marica Notte per TRISTE©

Le parole messe in fila una dietro l’altra formano frasi e alcune frasi messaggi nascosti. Possono avere o non avere nessuna qualità emotiva. Ogni singola lettera diventa una parola quando ha un senso compiuto (e questo è risaputo) ma anche quando si equilibra con le orecchie di chi ascolta e con gli occhi di legge.

Saperle usare nel giusto modo non è un’impresa facile, perché non sempre si riesce a renderle un mezzo per anticipare o snellire il pensiero altrui (o semplicemente per manifestare le proprie volontà e intenzioni).

Quando perdono forza si appassiscono come una pianta a cui non è stata dedicata abbastanza cura: con il tempo perde vitalità.

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Villagers – Where Have You Been All My Life?

Peppe Trotta per TRISTE©

“Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione”. Mi consola sempre questo pensiero quando mi ritrovo a riflettere su qualcosa che avrei voluto fare diversamente. Non sempre però c’è modo di ritornare sui propri passi e correggersi.

Con le canzoni invece spesso al ripensamento si può dare corpo e lo dimostra Where Have You Been All My Life?

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Hinds – Leave Me Alone

Già di per sé, uno che mi dice Leave me alone me la fa prendere bene. Sarà che sono il più socievole dei solitari, o il più solitario degli estroversi, ma mi capita a volte di dirlo. O forse sono solo circondato da persone invadenti. Ah Ah.

Indipendentemente dal vostro punto di vista, ci sono casi in cui vale la pena mettersi in disparte, prendere il tempo di riflettere, di prendere la rincorsa. In un’epoca soffocata dalla velocità a tutti i costi, sembra quasi un atto rivoluzionario ascoltare un disco, leggere un libro, godersi un bicchiere di Braulio.

Lo so che quelli della mia generazione bevono il Montenegro, ma non è questo il punto né il momento… Leave me alone!

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