Yankie

Albert Brändli per TRISTE©

Sono le 02:00 del mattino e ho appena varcato la soglia di casa. Il Venerdì, dalle nostre parti, lo si dedica alle bevute in compagnia. Ad un tratto ricordo che un certo amico, solo pochi giorni fa, mi inviò un paio di tracce da ascoltare, chiedendomi di buttare giù due righe.

Sapete, non è poi così semplice quando a due passi dalla dimora in cui vivi, un vulcano erutta migliaia di tonnellate di lava incandescente, con i boati che smuovono le vetrate di casa.

Beh, io ci provo.

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Alana Yorke – Dream Magic

Appena si affacciano i primi freddi, la sera, sembrano tutti spariti. Quando mandi un messaggio al gruppo di WhatsApp degli amici per uscire e nessuno ti risponde (o adduce scuse a caso) le motivazioni possono essere due: o sei finalmente riuscito a stare sul cazzo a tutti, o la gente ha bisogno ancora di qualche giorno per ambientarsi al repentino cambio di temperature.

E visto che fino all’altro ieri rispondevano tutti con piacere (almeno sembrava), la seconda opzione sembra essere la più credibile. Tanto vale allora cercare un po’ di musica nuova.

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The Leaf Library – Daylight Versions

Una cosa che amo è il mare d’Inverno. In verità lo amo anche d’Estate, specialmente perchè posso fare il bagno e perchè mangio la focaccia guardandolo dalla spiaggia.

Però d’Inverno il mare fa un gran bell’effetto, e lo sento, forse ancora più mio. Specialmente se posso stare ad osservarlo dagli scogli e se dopo posso mangiare una bella grigliata di pesce.

Insomma, probabilmente amo molto mangiare.

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Julien Baker – Sprained Ankle

Peppe Trotta per TRISTE©

I cambi d’orario che arrivano puntuali ogni semestre continuano a incidere sul mio ritmo biologico. Tornata l’ora solare la mattina gli occhi si aprono prima, sempre e comunque.

Non tutti subiscono le conseguenze di questo spostamento minimo, io evidentemente appartengo all’altra categoria. Però in fondo la cosa ha i suoi lati positivi. Dai cambiamenti si può sempre provare a ricavare profitto.

Julien Baker è riuscita a trarne un disco. Intenso e ispirato.

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Few Fingers – Burning Hands

A volte le cose che ci sono più vicine sono quelle che conosciamo meno. Così molta gente è stata in Egitto, a Parigi, negli States, in Giappone, etc., ma non è mai andata alle 5 terre o a Norcia (sì, Norcia).

Io, dal canto mio, sono stato in un sacco di posti più o meno strani nel mondo ma, mea culpa, ancora non ho trovato il tempo per fare un salto in un paese reletavimente vicino: il Portogallo.

Fortunatamente c’è la musica, che avvicina i luoghi e spesso è causa principale dei miei viaggi.

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