Francesco Giordani per TRISTE©
Non chiamiamolo maestro, ok.
Ma chi più di lui merita oggi questo titolo?
Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©
I propri ricordi e il modo in cui ci rapportiamo ad essi costituiscono un parte integrante del nostro modo di essere.
Semplificando (molto) il pensiero degli empiristi inglesi (vi ricordate di Locke, Berkeley e Hume?) potremmo dire che siamo quello che abbiamo vissuto.
Ma non solo: proprio quello che abbiamo vissuto ci aiuta a cambiare ed essere diversi nel futuro.
Immagina di non avere elettricità e comodità come quella del tuo divano.
Immagina di non possedere una chiave di casa, e quindi di sentirti una facile preda. Immagina di non poter usare il collegamento internet, ma di pensare e dipendere dalla ciclicità del tempo che scandisce la tua giornata.
Questo che ho appena descritto non è un racconto di Quark (ma sono sulla buona strada). È un frammento di vita della tribù dei Surma, che vive in Etiopia, Africa.
Ho scoperto questa tribù grazie ad una piccola ricerca su Débora Umbelino, in arte, appunto, Surma.
A ciascuno il suo.
Ci sono amori che sbocciano quando meno te lo aspetti. Esplodono improvvisi riuscendo a sconvolgerti al punto da costringerti ad intraprendere un nuovo percorso di vita.
E poi ci sono amori mai sopiti che rifioriscono con rinnovato vigore riportandoti su tracciati persi ma mai realmente abbandonati.
Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©
Che il mondo sia piccolo lo si dice spesso.
Oltre che per riuscire a risultare banali, lo si fa per sottolineare come possa capitare che persone lontane si ritrovino in posti impensati. O quando si scoprono comuni legami e strade che inspiegabilmente vengono ad incrociarsi.
E tanto per rimanere banali, queste strade, come d’altronde tutte le strade, portano a Roma.