Galaxie 500 – On Fire

Francesco Amoroso per TRISTE©

Il 1989 è stato, per la mia “discoteca”, un anno di transizione. Da qualche tempo avevo un lettore cd e avevo cominciato ad acquistare quei costosi dischetti di plastica, resistenti, molto pratici e, all’epoca, così alla moda. Ma, appunto, visto il prezzo, la maggior parte dei miei acquisti musicali erano ancora gli (allora!) obsoleti vinili a 33 giri, con le loro copertine di cartone e i loro solchi delicati e altamente deperibili.

Così quando ho letto da qualche parte dell’uscita di un album degli sconosciuti americani Galaxie 500 dal titolo On Fire, seppur incuriosito dalle entusiastiche parole di qualche scribacchino anglosassone, non me la sono sentita di investire l’ingente somma richiesta per un cd e mi sono limitato ad acquistare un lp in vinile (non ricordo se all’epoca la parola vinile fosse così utilizzata: certamente non aveva il suono snob e hipster che ha adesso!).

La scelta si rivelò sbagliata. Quell’album divenne in brevissimo tempo un ascolto quasi quotidiano fino ad trasformarsi, a pochi mesi dal suo acquisto, in un pezzo di plastica gracchiante e pressoché inservibile.

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Barbarisms @Unplugged in Monti @Black Market – Roma, 22/01/2015

Viviamo in un mondo sempre più interconnesso. Le informazioni viaggiano rapide da un posto all’altro e le distanze “reali” sono in verità ridotte dal web. Se grazie a questo sembra più facile scoprire, per esempio, nuove band in giro per il mondo standosene seduti a casa, cosa invece più particolare è vedere che quelle righe che hai scritto sul tuo blog abbiamo avuto delle conseguenze per delle persone che vivono nel modo fisico.

E allora ecco che in per un mini tour italiano di tre date sono arrivati, dalla Svezia, i Barbarisms. Il primo live è stato a Roma, ospitato dagli amici di quella splendida rassegna che è Unplugged in Monti. Ovviamente c’eravamo anche noi.

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Alex Calder – Strange Dreams

Sembra che lo facciamo apposta. Ma non è così. Non cerchiamo continuamente musica canadese per fare review. Semplicemente questo paese negli ultimi tempi (un crescendo continuo considerando gli ultimi 10 anni) continua a sfornare una grande quantità di musica di altissima qualità. Il fatto che io sia diventato una specie di impiegato della pro-loco del Quebec è solo un fatto secondario.

Eccoci allora ad una nuova puntata delle nostre incursioni nella terra dello sciroppo d’acero: da Edmonton (Alberta), Alex Calder e il suo debut Strange Dreams.

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Animal Daydream – Easy Pleasures EP

Marica Notte per TRISTE©

Da un po’ di notti non riesco a dormire molto bene. Non è inusuale che io abbia pensieri misti ad ansia per la mente, ma c’è qualcosa di diverso, qualcosa che riguarda in particolar modo la mia schiena.

Al mio risveglio mattutino devo inventare qualche esercizio posturale per raddrizzarmi. Qualcosa di molto lontano dallo yoga. Qualche mattina fa ho scoperto il perché di tanto fastidio: al mio letto mancano due doghe di pseudo legno. Le altre resistono con molta fatica.

Questo fine settimana dovrò cambiare il letto, sempre se riesco a superare le notti future senza ritrovarmi incastrata tra il materasso e la struttura del letto. Andrò all’Ikea e oltre a scegliere il letto meno costoso di tutti (garantito al massimo per qualche ora di sonno) dovrò cercare di convincere anche qualche anima pia ad aiutarmi a capire le istruzioni (solamente la parte visiva, quella, come dire, letteraria non l’ho mai considerata).

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H. Grimace – I Am Material EP

Il mio grandissimo amico e co-fondatore di TRISTE©, il londinese, sta per lasciare la capitale inglese per nuovi lidi. Se da un lato sono contento per lui, che sembra entusiasta (strano, eh?) di quello che gli riserverà il futuro, dall’altro sono un po’ sono dispiaciuto perchè mi mancheranno le frequenti scorribande con lui in terra d’albione e a Londra. Non che non potremo più farle, ma fino ad ora poteva anche ospitarmi e farmi risparmiare i soldi dell’alloggio (ehm).

Ma sono sicuro che l’Inghilterra tutta e la sua capitale rimarranno nel suo cuore e sopratutto nelle sue orecchie, perchè in quelle terre poco baciate dal sole la vena creativa sembra non mancare mai. Ed allora in onore di tutto questo e non solo, eccovi una nuova band da tenere d’occhio: gli H.Grimace e il loro nuovo EP.

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