Phosphorescent @The Workmans Club – Dublin, 17/07/2014

Partire da Roma e raggiungere l’Irlanda per un concerto che per metà (i The National) si sarebbe svolto nella Capitale la settimana successiva sembra una cosa un po’ priva di senso. Sì, ma se l’altra metà è la band di Matthew Houk e se seguite un po’ il nostro blog sapete che questo concerto non ce lo saremmo persi per nulla al mondo.

Ma la cosa ancora migliore è che io arrivo a Dublino il giorno prima della parte londinese di TRISTE© e mi accorgo che Phosphorescent avrebbe fatto un pre-show in un bel locale sul “lungo Liffey”, il The Workmans Club. Biglietti comprati al volo e doppio live garantito.

Phosphorescent_Dublin_WorksMan

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Slow Club – Complete Surrender

A dispetto del loro nome, gli Slow Club sono una band che non ama districarsi solamente in chiave acustica e personale, diciamo intima. Piuttosto è una band che cerca di vivere tutte le emozioni del quotidiano. O almeno è quello che sembra venire fuori dai loro dischi, che in passato hanno visto affiancare pezzi come Hackney Marsh a The Dog.

Ah, The Dog, il pezzo che mi ha fatto innamorare di loro. 2′ e 46” di intensità e chitarre rock. Poi ho visto le foto di Rebecca Taylor e alla fine non nego che abbiano contribuito ad incentivare la mia passione per la band.

SC - complete surrender

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Timber Timbre @Villa Ada Roma Incontra il Mondo @Villa Ada – Roma 9/07/2014

In linea di principio sono estremamente favorevole all’utilizzo dei mezzi pubblici, specialmente in città. E visto che voglio che i miei principi guidino le mie azioni, cerco di vivere come in qualsiasi capitale europea. Però abito a Roma. E per raggiungere Villa Ada Mercoledì sera è stata una piccola odissea.

Il solito stress-da-atac è stato però ampiamente ripagato: per Villa Ada Roma Incontra il Mondo c’erano i Timber Timbre e per un po’ mi scordo del fatto che debba anche riuscire a tornare a casa.

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Guida a Glastonbury

Eccola, la guida che vi avevo promesso qualche giorno fa, è pronta. Premetto che si possono trovare un milione di tips e guide in giro per il web, quindi ho deciso di farne una che racchiuda le cose più importanti da sapere quando si affronta un festival del genere: una parte diciamo teorica in cui cercherò di rendere bene l’idea di Glastonbury come festival/esperienza, l’altra una guida pratica al campeggio che può essere estesa a qualsiasi altro festival. Diciamo festival inglese, dato che sono gli unici dove sarete costretti a campeggiare.

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Glastonbury 2014

Come ho (abbiamo?) menzionato qualche volta, la settimana scorsa ero a Glastonbury. Quello che viene definito da molti come il più bel festival del mondo (se la gioca col Coachella) non è un semplice festival, ma un’esperienza di vita.

Lo dico col ghigno di chi ci è stato due volte e con la consapevolezza che fare glamping a Glastonbury non è da tutti. Si, non ho scritto camping, perché in fondo in fondo, sono un signorotto: non ho campeggiato assieme alle 300.000 persone presenti al festival, ma l’ho fatto nel giardino di casa di Michael Eavis, avendo piena disponibilità del bagno della casa. Glamorous camping, glamping per gli amanti dei neologismi.

Ma a parte questo, Glastonbury è ben altro.

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