Future Loves Past – Hold On Tight EP

Poche cose riescono a raggiungere l’intensità di un Venerdì sera inglese. Ci si mette all’incirca due settimane per rendersene conto. Voglio dire, dopo due settimane che ci si è trasferiti qui, si capisce che non si riuscirà mai a migliorarne l’esito.

Tutto inizia verso le 5 di sera, quando vedi i tuoi colleghi di lavoro smettere di lavorare. Ci si fionda al pub, nemmeno l’ombra di uno spuntino veloce, prima pinta di birra che va giù in meno di un minuto, la seconda pronta ad essere sorseggiata. Gente che paga i giri da 6-7 birre ciascuno. Gente che ti guarda come fossi un marziano quando si accorge che le tue pinte durano tipo 15 minuti. Finisce quasi sempre in qualche posto che serve junk food, ma per fortuna a Londra, ci sono tante possibilità. Finisce sempre che ci si ricorda poco, ma finisce sempre con dei bei ricordi.

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Barbarisms – Barbarisms

Per lavoro (e non solo) sono spesso in viaggio. Proprio oggi sto per partire in treno: niente di che, poco più di quattro orette. Che in aereo mi avrebbero potuto portare, per esempio, a Yerevan (in Armenia), a Kazan (in Russia) o in Islanda.

Con addirittura meno tempo (2 ore e 45 secondo flighttime-calculator) sarei potuto arrivare a Stoccolma. E lì avrei potuto trovare uno che di ore di viaggio se ne è fatte molte di più, per lasciare gli States e raggiungere la vecchia Europa.

Oggi vi parliamo del self-titled debut del progetto Barbarisms. Allacciate le cinture (io no, sarò sul treno) e guardate fuori dal finestrino.

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Trotting Bear – Thread

Marica Notte per TRISTE©

Non è difficile entrare in armonia dopo soli alcuni minuti con alcune canzoni. Te ne accorgi perché nello stesso tempo sei altrove e presente lì dove sei: camera, parco o vecchie strade romane.

Come se in quelle parole e note venissero riassunti i propri stati d’animo. Questo forse perché per quanto ognuno di noi si distingua dagli altri, in realtà trova sempre delle somiglianze che permettono di riconoscere la propria esistenza (o condizione) in quella altrui. Alla fin fine, è una questione di gradi, a chi più e a chi meno.

Ed è così che ascoltando Thread, ultimo album targato Trotting Bear (uscito appena due giorni fa, il 7 Ottobre) ti concedi del tempo per ascoltare te stessa, per capire quello di cui hai bisogno. Dalle semplici cose alle più complesse.

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Marie Collins – Hands Over Ears EP

Non so se è per tutto quel buonissimo whisky, ma in Scozia sembra esserci una diffusa atmosfera di dolcezza. Quantomeno in ambito musicale. E se il nome dei Belle & Sebastian dovrebbe spiegare questa mia (azzardata?) affermazione, certo non è solo la band di Stuart Murdoch a fare della Scozia una delle indiscusse patrie dell’indie pop.

Per aggiungere tenerezza a questa splendida terra, oggi vi parliamo di una nuova interessante artista: da Glasgow, Marie Collins e il suo Hands Over Ears.

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Sequoyah Tiger

Qualcuno mi accusa di essere un po’ “viscido”. Tengo a sottolineare che non è vero: sono solo estremamente socievole. Non è colpa mia se poi qualcuno interpreta in modo erroneo la mia socievolezza e mi debba ritrovare poi ad utilizzare tutte le mie (oramai sempre più raffinate) tecniche di escapologia.

Stabilito con fermezza questo punto (a cui tenevo particolarmente), come non lasciarsi attrarre dal titolo di questa canzone: Slimer Smile. Ehm, sì. Comunque credetemi. Vi prego. E nel frattempo ascoltatevi questa nuova interessante scoperta: dall’Italia, da Verona, Sequoyah Tiger. Yeah.

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