Florist – If Blue Could Be Happiness

Fiamma Giuliani per TRISTE©

È evidente che viviamo in un’epoca in cui dominano l’apparenza, la spettacolarità. In cui una certa aggressività sociale è sinonimo di successo e di voglia di arrivare; in cui abbiamo facile accesso a una quantità enorme di informazioni, di dati, di oggetti.

Tutto ciò non è un male, se non fosse che – in mezzo a questo continuo bombardamento – la necessità di essere aggiornati spesso porta alla trascuratezza e la frenesia di assaggiare le novità rende poco accurati e impedisce di andare in profondità.

Il rischio è quindi di perdere qualcosa per pigrizia, fretta, poco tempo a disposizione; di trascurare il piacere di fermarsi ad assaporare, di essere sbrigativi con quello che non conquista la nostra attenzione immediatamente.

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Portico Quartet @Monk Club – Roma, 20/10/2017

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

L’automazione sta sempre di più invadendo ogni aspetto delle società umane e del vissuto dei singoli individui.

Come “parte in causa” anche io mi trovo a partecipare (ed organizzare, come lo scorso Settembre a Lisbona) eventi che trattano del rapporto tra tecnologia (e più in particolare intelligenza artificiale) e società.

Fortunatamente, però, a parte qualche curioso tentativo, per ora i concerti li fanno ancora le persone in carne ed ossa.

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David Sylvian – Secrets Of The Beehive

Francesco Amoroso per TRISTE©

Sosteneva Aldous Huxley che la memoria di ogni uomo sia la sua letteratura privata.

Eppure una “rubrica” che si chiama “Memory Lane” costringe il proprio redattore a rendere pubblica tale letteratura (che forse farebbe meglio a restare privata).

Ciò non toglie che pagine e pagine di questo racconto possano risultare ai più del tutto irrilevanti, se non addirittura noiose o irritanti, mentre chi scrive vi ravvisa significati profondi, verità incontrovertibili, vere e proprie epifanie.

E se la musica è senza dubbio molto più che la colonna sonora di questi racconti minimi, a volte la forza dei ricordi tracima e l’esperienza personale sopravanza e sommerge quella universale.

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Ariel Pink – Dedicated to Bobby Jameson

Francesco Giordani per TRISTE©

  Dedicato a Claudio Giordani (mio padre)

Mio padre mi regalò un impianto stereo, contro la mia volontà, quando avevo undici anni.

All’epoca la musica non accendeva granché le mie fantasie, avrei preferito un paio di Cult, eppure mio padre, in virtù di un passato di rocker pre-punk mai rinnegato (smise infatti di comprare novità discografiche, collezione di vinili alla mano, attorno al 1978), reputò quel gesto pedagogicamente necessario.

Probabilmente, anzi certamente, quando lo stereo andò ad occupare il posto che tutt’oggi gli spetta in salotto, non lo ringraziai. Del resto come avrei potuto immaginare che la mia esistenza era appena cambiata per sempre, in maniera del tutto irreversibile?

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Courtney Barnett & Kurt Vile – Lotta Sea Lice

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Succede a volte di incontrare delle persone con cui, dopo pochi minuti, sembra di essere in perfetta sintonia.

Una sorta di colpo di fulmine, ma senza nessuna implicazione sentimentale. La percezione di avere un vissuto condiviso, seppur distante (nel tempo e nello spazio), una visione del mondo simile o, ancor meglio, complementare.

“Pochi momenti come questo belli” – per citare Saba – “è dato, sotto il cielo, di vedere”.

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