CHVRCHES – Every Open Eye

L’altro giorno stavo mangiando un po’ di focaccia e mi stavo per emozionare. Io che vivo nel paese dell’alta cucina e che sono cresciuto col mito di Gualtiero Marchesi e del cambiamento radicale che diede alla cucina italiana, un approccio storicamente diverso rispetto ai suoi predecessori. Io che mi emoziono col più antico dei sapori.

Sarà che mi piace dilungarmi nel parlare di sapore e, perchè no, ritrovare il sapore particolare di una di quelle band di cui parlammo agli inizi e che abbiamo seguito sempre con piacere lungo questo nostro (loro?) processo di evoluzione.

Si chiama Every Open Eye, e rappresenta ancora una volta, la loro visione genuina ed autentica del synth-pop. Una risposta che non arriva a chi si domandava in quale direzione avrebbe potuto dirigersi il loro sound: virare verso suoni più maturi e profondi, oppure rinfrescare il loro sound.

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An Occasion For Balloons – An Occasion For Balloons

L’estate è nella mia testa sinonimo, principalmente di synth. Che siano quelli un po’ tamarri che sin dall’infanzia mi son dovuto sopportare sul litorale e nei locali delle mie zone (ma questo vale un po’ in generale per i posti sul mare d’estate) alle cose più ricercate fatte atmosfere dream pop, non so perchè ma certi “tappeti” sonori mi richiamano alla mente le spiaggie e i tramonti sul mare.

Perchè poi proprio i tramonti? Non lo so, ma quella è colpa mia.

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NAVVI – // EP

Ho speso molto tempo a cercare di capire quale fosse l’equilibrio delle cose: quanto gin andasse messo nel negroni, quanta cura andasse usata per cucinare la bistecca perfetta, quanto tempo mi servisse per finire in tempo i compiti.

Beh, diciamo che per come mi ritrovo adesso, non sono sicuro che certe cose le imparerò mai…

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London Grammar – If You Wait

Con qualche giorno di ritardo rispetto all’uscita ufficiale, ecco che mi accingo a parlarvi di uno dei dischi più attesi di questo anno, il debut dei London Grammar.

Ma chi se ne frega se ho ritardato, di loro vi avevamo già parlato tempo fa prima di molti altri. #Autoincensamenti, su Triste©! ehm….If You Wait. Tutto per voi.

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CHVRCHES – The Bones of What You Believe

Quanto tempo è passato dal giorno in cui abbiamo scoperto i CHVRCHES? Quasi un anno, ve lo dico io. E in questo anno il trio scozzese ci ha regalato tanti singoli splendidi ad intervalli piuttosto regolari (The Mother We Share, Recover, Gun) mettendo in luce un senso melodico eccezionale.

La mia paura più grande, quando ho avuto fra le mani il debut album, era quella di ritrovarmi con una manciata di canzoni già conosciute e una manciata di pezzi riempi-buchi. Un po’ come succede a tante band  alla prese con la pressione dell’hype che si è creato attorno a loro.

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