Sweet Baboo – The Boombox Ballads

Mi ricordo quando alle elementari mi trovavo per la prima volta a fare i conti con la geometria. Le linee rette che puntavano all’infinito, le semi-rette al loro fianco e, poi, my favourites: i segmenti.

Credo sia la nozione di infinito a mandarmi nel panico, l’idea di avere tutto a disposizione, senza regole. Pensare se davvero, prima o poi, le rette arrivino a diventare semi-rette. I segmenti invece, sono splendidi, regolari, affidabili, talmente versatili che arrivano a snellirsi fino al diventare punti. Fanno diventare i propri limiti qualità, conoscono a fondo le proprietà che li contraddistinguono e, ultimo ma non meno importante, fanno di necessità virtù.

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Advance Base – Nephew in the Wild

Qualche tempo fa un mio carissimo amico (nonchè assiduo lettore di TRISTE©) mi chiese una “consulenza musicale”. Lui è un autore televisivo e stava cercando un pezzo malinconico da utilizzare per un qualche momento un po’ strappalacrime di non ricordo più quale talent stesse seguendo in quel momento (scusa Luca).

Beh, di musica (soprattutto malinconica…) poteva venirmene in mente a palate, ma in quel momento, non so perchè, gli nominai un pezzo a cui tengo particolarmente: Summer Music, tratto del primo disco a nome Advance Base di Owen Ashworth.

Beh, se la televisione italiana ha avuto per un brevissimo momento una colonna sonora più interessante ringraziate Luca (e un po’ anche me).

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Júníus Meyvant

Peppe Trotta per TRISTE©

L’abito fa il monaco? Diciamo che sarebbe piuttosto riduttivo pensarla in tal senso, esattamente come sarebbe inappropriato pensare che il carattere e l’umore di una persona possano essere totalmente determinati dal luogo in cui vive.

Sicuramente il clima, i paesaggi e le persone che ti circondano influiscono sul tuo modo di essere, ma senza riuscire mai a condizionarti più di tanto.

Prendiamo per esempio una terra come l’Islanda, ambiente fertilissimo dal punto di vista musicale. Quel che ci si aspetterebbe è un suono vagamente malinconico, qualcosa che richiami il freddo, il senso di isolamento e la primordialità della suo paesaggio. Spesso è stato questo a giungerci da questo luogo, ma ogni regola ha le sue doverose eccezioni.

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An Occasion For Balloons – An Occasion For Balloons

L’estate è nella mia testa sinonimo, principalmente di synth. Che siano quelli un po’ tamarri che sin dall’infanzia mi son dovuto sopportare sul litorale e nei locali delle mie zone (ma questo vale un po’ in generale per i posti sul mare d’estate) alle cose più ricercate fatte atmosfere dream pop, non so perchè ma certi “tappeti” sonori mi richiamano alla mente le spiaggie e i tramonti sul mare.

Perchè poi proprio i tramonti? Non lo so, ma quella è colpa mia.

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Ultimate Painting – Green Lane

Tania Moretta per TRISTE©

Un tramonto rosso fa da cornice alle sere calde nel cuore della nostra estate. Sembra quasi un dipinto perfetto quello dell’imminente ferragosto se non fosse per l’evidenza che in alcuni la vita quotidiana non segue il ritmo delle stagioni.

Il mio tramonto somiglia a quello invernale alle prese con la tastiera di un PC, sperando di terminare durante la formale settimana di ferie tutto il lavoro. In questi casi nella mia testa vengono a formarsi piccoli supereroi che mi illudono di comprimere la mole di impegni entro il tempo a disposizione.

Rincorrendo il barlume di pace e vacanza a cui mi sono appigliata per un anno, divento inventrice di geniali strategie. Tra quelle messe in atto in questi giorni suggerisco di accompagnare la vista del tramonto con musica capace di addormentare per un po’ il supereroe nella nostra testa…

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