Sharon Van Etten – I Don’t Want To Let You Down

Tania Moretta per TRISTE©

Lo scorrere del mondo visto dal finestrino di un treno, l’odore del giorno che sta per concludersi, il corpo intorpidito su un sedile poco confortevole per confortare. Ogni giorno un viaggiatore vede scivolare tra gli occhi della mente una storia condita di speranze e paure, di successi e rinunce.

Tra il rumore delle rotaie ed il bagliore di sere calde I Don’t Want To Let You Down diventa la colonna sonora di un viaggio nel viaggio.

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Una Nottata TRISTE© – Canzoni per il tempo perso e le calde serate estive

In questo periodo dell’anno, quando anche le notti a Roma cominciano a farsi molto calde e l’estate (anche quella ufficiale) sta per iniziare, mi ritrovo regolarmente affogato dal lavoro.

La colpa spesso è mia, che lascio accumularsi le cose, ma un po’ anche del mio mestiere, che vede ciclicamente periodi di calma alternarsi all’inferno. E così anche l’altra sera ho fatto le 4 del mattino davanti al computer…

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Girlpool – Before The World Was Big

Ho appena messo la sveglia alle 6. Domani mattina, uscirò per la prima volta in barca, andiamo a pescare i pesci di roccia. Quelli che si usano per cucinare la zuppa di pesce, quella insaporita dal pomodoro e dallo zafferano, così come la rouille che si spalma sopra i crostini, quelli che vengono serviti ancora caldi, per fare sprigionare il sapore della salsa e dell’aglio.

7 meno un quarto, l’ora in cui ti sembra di rientrare indietro nel tempo, la città senza macchine, prima che il mondo fosse grande. Chissà perché ho pescato le Girlpool questa volta, sarà perché con un nome del genere, mi ispiravano allegria, spensieratezza, mammelle grosse. Ahahahahah (questa mi sa che la censuro).

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Olivia Chaney – The Longest River

Francesco Amoroso per TRISTE©

Anni fa, credo fosse il 1986, ascoltai una canzone che si chiamava Weak In The Presence Of Beauty. La cantava un gruppo semisconosciuto, i Floy Joy, e non ebbe grande fama (l’anno dopo la rifece Alison Moyet, ex Yazoo, e fu un successo planetario).

Eppure quel titolo, che fosse inteso in senso ironico o meno, ha continuato a tornarmi in mente regolarmente, che fosse per l’incontro con una ragazza, per la scoperta di un’opera d’arte, per una vista mozzafiato o per l’ascolto di una canzone.

Sì, divento davvero debole in presenza della Bellezza. In sua presenza non so cosa fare, come comportarmi, cosa dire. Mi succede forse più raramente di una volta (evidentemente il cinismo portato dall’età è una buona corazza anche contro la Bellezza) ma continua (fortunatamente) a succedere.

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Shana Cleveland & The Sandcastles – Oh Man, Cover The Ground

Peppe Trotta per TRISTE©

Giorni lenti e poco produttivi si alternano a giorni densi, pieni di cose da fare, che non lasciano il tempo necessario a poterci dedicare a tutto ciò che ci piace, che vorremmo fare.

Sarebbe bello riuscire a distribuire in modo omogeneo gli impegni, ma un po’ perché la vita è un costante imprevisto, un po’ perché la nostra è la generazione del last minute, questa possibilità sembra destinata a rimanere pura utopia. Ci tocca quindi accettare lo stato delle cose, che tra l’altro non sempre è negativo.

Perché vi racconto questo per parlarvi di Oh Man, Cover The Ground? Per  voi rimarrà un mistero, ma abbiate fiducia, un nesso esiste.

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