The Tallest Man on Earth – Dark Bird Is Home

Qualche giorno fa è morto BB King. Mi ricordo quando lo vidi a Glastonbury qualche anno fa. Devo dire che anche se non sono mai stato un fanatico di blues, l’ho sempre apprezzato, così come ho sempre apprezzato il repertorio del Re, senza averlo mai particolarmente approfondito.

Di certo, averlo potuto vedere dal vivo, è una grande fortuna e come in tanti altri casi, un modo per capire meglio la statura dell’artista. Ad 80 anni suonati, fare una session da un’ora scarsa di blues da brividi, note che andavano dritte all’anima. Una passione incredibile, come quella che qualche anno dopo riuscì a rivelare Jens Kristian Mattson in arte The Tallest Man on Earth, al Forum di Kentish Town, Londra.

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Hefner – Breaking God’s Heart

Francesco Amoroso per TRISTE©

Da qualche parte ho letto uno studio che sostiene come intorno ai trent’anni si smetta di ascoltare musica nuova. Sono rimasto molto perplesso: è un pezzo che ho superato quella soglia e continuo ad ascoltare novità quotidianamente e ad appassionarmi a nuovi artisti con notevole continuità.

Eppure qualcosa di vero, in quello studio c’è: sarà per una questione di tempo, di predisposizione mentale, di (benedetta) ingenuità, ma gli album e gli artisti ascoltati negli anni che vanno (molto approssimativamente) tra i quindici e i trenta sono, di solito, quelli che ci rimangono più vicini e quelli ai quali leghiamo ricordi e sentimenti in maniera più immediata e indissolubile.

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A Grave With No Name – Feathers Wet, Under The Moon

Peppe Trotta per TRISTE©

Un’uggiosa domenica di Maggio. Aspetti il giorno in cui potrai godere di tutto il tuo tempo,  della luce del sole, del tepore della stagione primaverile e ti ritrovi dietro i vetri ad osservare un’incessante pioggia nella penombra del cielo gonfio di nuvole.

La musica come sempre viene in soccorso anche se (parafrasando Mr. Johnson) non può salvarti da un’imprevista giornata grigia. AGraveWithNoName_FeathersWet Continua a leggere

Elvis Depressedly – New Alhambra

Una delle domande che più spesso ci viene fatta è: perchè avete chiamato il blog “TRISTE”? Un motivo preciso non lo sappiamo mai dare. Il fatto è che ci piaceva.

In verità un doppio motivo c’è: diciamo che io non sono propriamente la persona più solare del mondo (spesso nemmeno negli ascolti). Ma sono molto autoironico. E usare  TRISTE come nome è un bel modo per unire questi due aspetti.

L’altro motivo è invece inverso: il mio collega e co-founder ex-londinese e neo-marsigliese (prometto che cercherò di non aggiungere altri “-” per il resto della review) è invece una delle persone più entusiaste e solari che conosca. Se penso a lui, lo penso con il sorriso stampato in faccia. Ecco, per lui la ragione può essere quindi una ironica contrapposizione.

Tipo quando chiamavate il vostro amico un po’ sovrappeso “lo smilzo”. Ehm…

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Little Syster – No Straight Line

Marica Notte per TRISTE©

Maggio è il mese della rinascita. È il mese della fine e dell’inizio. Della fine perché possiamo lasciarci l’inverno alle spalle, con freddo e buio pesto alle cinque del pomeriggio, e sperare anche che arrivi di nuovo il più tardi possibile (e che duri il meno possibile).

Dell’inizio, perché nell’aria (oltre a una dose fastidiosa di polline) si percepisce il profumo della rinascita: l’erba cresce e si colora di molte sfumatura di verde; gli alberi fioriscono e si appesantiscono di frutti; il sole inizia a riscaldare il mare, la montagna e tutto esce allo scoperto. Il letargo finisce, non solo per alcuni animali, anche  per noi, esseri umani. E tutto è diverso, nulla si ripete in natura, tutto cambia.

E noi possiamo rendercene conto e prenderne parte anche con canti e balli.

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